Un deficit di bilancio allarmante
Secondo un'inchiesta di France 2, il deficit di bilancio francese dovrebbe superare il 6% del PIL nel 2024, mentre un anno fa sembrava sotto controllo. Il gabinetto di Bruno Le Maire sarebbe stato avvertito dalla sua amministrazione di un rallentamento dell'attività più marcato del previsto, rappresentando un differenziale di 35 miliardi di euro.
Come ha potuto Bercy ignorare delle note allarmanti che annunciavano questo sforamento? All'inizio del 2024, Le Maire si mostrava tuttavia rassicurante, affermando che la cifra del 4,4% di deficit era un obiettivo collettivo fissato dal presidente della Repubblica.
"La verità emergerà più tardi."
Reazioni e proposte di fronte alla crisi
Michel Barnier si appresta a far votare una cifra senza precedenti di 60 miliardi d'euros, suscitando una forte risonanza all'intérieur dell'ex maggioranza presidenziale. Gabriel Attal, ex Primo ministro, ha dichiarato di essere "su una linea di cresta", auspicando il successo di Barnier pur ricordando il suo disaccordo con Macron sulla dissoluzione.
Gérald Darmanin si oppone a sua volta a un eventuale aumento delle tasse, annunciando che non voterà il bilancio. François Bayrou ritiene che sarebbe "singolare che l'ex maggioranza critichi il governo", sottolineando che le ingenti spese degli ultimi anni hanno causato un calo delle entrate.
Misure controverse e priorità messe in discussione
Il bilancio dell'Aide Médicale d'État (AME), destinato agli immigrati regolari o irregolari, ha visto il suo stanziamento passare da 120 milioni nel 2000 a 1,2 miliardi nel 2024, ossia un aumento di un miliardo. Per colmare il deficit, M. Barnier propone un bilancio di crisi con 60 miliardi di risparmi.
Questa proposta suscita la rabbia di Éric Ciotti, che definisce il bilancio "socialista" e "non sincero", esigendo una commissione d'inchiesta. Le MEDEF, invece, sostiene le misure di bilancio d'urgenza di Barnier, considerando la riduzione del debito e dei deficit come una priorità.
Mobilians, associazione datoriale dell'automobile, avverte tuttavia sull'impatto del malus che colpirà il 44% delle auto nuove il prossimo anno, una nuova tassa che ricorda la vignetta. Mentre il governo chiede ai francesi di stringere la cinghia, si sollevano dubbi sull'opportunità di un aumento di bilancio per l'Élysée e sull'invio di miliardi di euro in armi per una guerra in Europe centrale.
Emmanuel Macron esige l'interruzione degli invii di armi a Israël, una democrazia che combatte terroristi che colpiscono quotidianamente la France. Alla fine, l'Élysée, il Sénat e l'Assemblée nationale hanno rinunciato a un aumento di bilancio di fronte al clamore mediatico, ricordando che il rigore deve imporsi a tutti.
Bernard Bertucco Van Damme