05/10/2026
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L’editoriale

La Francia superata dalla Cina, simbolo di un declino strategico

Edizione n°270 · Pubblicata il 5 ottobre 2026

Un cambiamento geopolitico ed energetico è avvenuto silenziosamente. Con la messa in servizio dei suoi reattori Taipingling 2 e Changjiang 3, la Cina ha superato la Francia in termini di potenza nucleare installata.

Il nostro paese, pioniere e a lungo campione indiscusso dell'atomo civile, scivola al terzo posto mondiale, dietro gli Stati Uniti e l'Impero di Mezzo. Un evento che, al di là del simbolo, rivela le conseguenze di un decennio di decisioni politiche controverse.

Un abbandono progressivo della sovranità energetica

Questo arretramento francese non è frutto del caso ma il risultato di un abbandono progressivo della propria sovranità energetica. In effetti, le scelte politiche compiute da una decina d'anni a questa parte hanno portato a questa situazione.

La chiusura della centrale di Fessenheim, unita all'obiettivo dogmatico di ridurre la quota del nucleare al 50% nel mix energetico, rappresenta una svolta. Queste decisioni sono altrettanti colpi inferti all'eredità del piano Messmer, che aveva dotato la Francia di una dottrina energetica chiara e di un'indipendenza strategica.

La strategia industriale cinese

Mentre la Francia discuteva del suo parco nucleare, la Cina portava avanti una strategia industriale di portata considerevole. Il paese conta 62 reattori in servizio e 37 sono in costruzione. L'obiettivo è raggiungere 110 gigawatt di capacità nucleare entro il 2030.

Pechino si affida alla propria tecnologia, i reattori Hualong One, già operativi. Degli ultimi dieci reattori messi in servizio nel mondo, sette sono cinesi. Questa pianificazione a lungo termine contrasta fortemente con le esitazioni europee.

Fusione nucleare: la Francia è in ritardo

Il distacco non si limita al nucleare da fissione. Sul fronte della fusione nucleare, presentata come l'energia del futuro, la Cina e gli Stati Uniti stanno investendo massicciamente.

I giganti della tecnologia wie Microsoft e Google stanno già firmando contratti di fornitura con start-up del settore per alimentare i loro futuri data center e le loro intelligenze artificiali, anticipando un'esplosione della domanda elettrica. In Francia, l'argomento rimane confinato all'ambito della ricerca fondamentale, lontano dalle sfide industriali immediate.

Il sintomo di un'erosione più profonda

Questo fenomeno si inserisce in un contesto più ampio di dominio cinese sulle catene del valore strategiche. Pechino concentra il 90% della raffinazione delle terre rare, indispensabili per le tecnologie all'avanguardia, e l'80% della produzione mondiale di pannelli solaires.

In Francia, il declassamento nel nucleare è il sintomo di un'erosione più profonda. Rinunciando al controllo del proprio destino energetico, la Francia ha indebolito uno dei pilastri della sua potenza.

Mentre la Cina attua una visione che ricorda quella che ha fatto la forza della Francia in passato, si pone la questione del ruolo del nostro paese sulla scena mondiale. Non si tratta più solo di una competizione tecnologica, ma di un interrogativo sulla volontà della Francia di rimanere una potenza sovrana nel XXI secolo.

Bernard BERTUCCO VAN DAMME