20/09/2026
La gazettedu Var
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Fiera dell'aglio a La Garde: la trasmissione al cuore della processione

La tradizionale fiera dell'aglio di La Garde ha attirato una grande folla, unendo i sapori del territorio al fervore popolare.

FPDi Foto PRESSE AGENCEGiornalista 20 settembre 2026 Lettura: 3 min
Foire à l'ail à La Garde : la transmission au cœur de la procession
Foire à l'ail à La Garde : la transmission au cœur de la procession© La Gazette du Var
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I profumi di aglio fresco e cipolle dolci hanno profumato nuovamente il centro di La Garde il 30 agosto. Sotto il sole di place de la République, la tradizionale fiera dell'aglio, della cipolla e del sanguinaccio ha mantenuto tutte le sue promesse, attirando fin dalle prime ore una folla di residenti e visitatori.

«Questo evento, la cui origine risale al 1879, continua a riunire produttori locali, famiglie e amanti delle specialità provenzali in un'atmosfera amichevole e autentica», ricorda Max Bauer, ex presidente della Coordination Rurale del Var.

La giornata è iniziata con una messa domenicale nella chiesa de la Nativité, scandita da canti provenzali che hanno deliziato i fedeli.

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Al termine della funzione, i discorsi ufficiali si sono tenuti sul sagrato. Il sindaco, Hélène Arnaud-Bill, accompagnata da Jean-Louis Masson e da padre Alain Boussand, ha proceduto al tradizionale taglio del nastro.

Numerosi eletti locali, oltre a personalità politiche come l'ex deputato Philippe Vitel, erano presenti per segnare l'inizio di questa giornata di festa sotto gli applausi del pubblico. L'atmosfera provenzale, sul sagrato, è proseguita con le danze, le musiche e i costumi tradizionali del gruppo folcloristico La Farigouleto.

La trasmissione al cuore della processione

Momento clou della fiera, la processione del busto di Saint-Maur ha attraversato le vie animate del villaggio e la piazza del mercato. Tra i portatori, Max Bauer, sindacalista agricolo e figura impegnata del territorio, non ha nascosto la sua emozione: «Portare Saint-Maur è una gioia e un orgoglio», ha sottolineato Max Bauer.

Per questo cattolico praticante, l'evento va oltre il semplice folklore: «Prego affinché questa tradizione continui, soprattutto per le giovani generazioni. Siamo i testimoni, abbiamo il dovere di trasmettere la fiaccola della nostra cultura e delle nostre usanze nel rispetto», ha aggiunto.

Ha anche ricordato la leggenda locale, secondo cui Saint-Maur, monaco benedettino accolto male al suo arrivo a La Garde nel 542, avrebbe benedetto le cipolle offerte da un'abitante, rendendole «dolci come la mela». Una storia che radica ancora di più la cipolla locale nel patrimonio del comune.

Sapori del territorio e legame umano

Tra i vicoli della fiera, i visitatori hanno apprezzato la ricchezza del territorio. Georges e Gisèle, una coppia di pensionati, sono degli habitué. «Veniamo tutti gli anni. È la nostra Provenza», ha confidato Gisèle con un sorriso.

Georges apprezza particolarmente il contatto umano: «Si ritrovano conoscenti, si parla con i produttori. Questo crea un legame», ha spiegato Georges ammirando le trecce d'aglio e i prodotti locali come il fico.

Una festa per tutta la famiglia

Poco più in là, l'area dedicata ai giochi in legno non si svuotava mai. Una famiglia osservava i suoi due bambini, visibilmente conquistati.

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«Amano i giochi, soprattutto questi giochi antichi che scoprono con meraviglia. Per loro è una vera festa e una piacevole parentesi rispetto ai giochi elettronici», ha raccontato la madre di famiglia.

Nel frattempo, i genitori hanno il loro programma: «Assaggeremo i prodotti degli artigiani con una piccola birra artigianale fresca. È conviviale, goloso e ce n'è per tutti i gusti».

Tra tradizione religiosa, memoria provenzale e piaceri della tavola, la fiera ha dimostrato la sua capacità di riunire tutte le generazioni attorno a valori comuni di condivisione e autenticità.

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Foto PRESSE AGENCE.