80 studenti superano con successo la sfida dell'Innovathon
Il FANLAB della Marine nationale ha organizzato a Toulon il primo «Innovathon», un hackathon di 48 ore con 80 studenti, per innovare su dati e droni...

80 STUDENTI Il FANLAB, Laboratoire d'innovation della Marine nationale, è una cellula di sviluppo e ricerca dedicata al miglioramento delle capacità operative delle navi, in particolare quelle della Force d'Action Navale (FAN), e alla semplificazione della vita quotidiana dei marinai. Composta da circa 25 persone, tra civili e militari, compresi molti studenti in alternanza e tirocinanti, l'équipe del FANLAB si organizza attorno a tre poli principali: il digitale (sviluppo, applicativi, informatica, software, cybersicurezza, IA, UX/UI), il 3D (stampa 3D, modellazione, creazione di simulatori) e l'elettromeccanica (droni aerei, di superficie, sottomarini, sistemi di bordo, robotica). Il capo del FANLAB, essa stessa ex studentessa dell'ISEN, ha assunto nuovamente le sue funzioni due anni fa, forte del suo diploma di ingegnere in cybersicurezza.
L'Innovathon, organizzato in collaborazione con il PHA Mistral et l'ISEN di Toulon, ha segnato la prima edizione di questo hackathon di 48 ore. L'evento ha riunito 80 studenti del 5° anno dell'ISEN, che possiedono già una solida base di conoscenze tecniche, al fianco di marinai del FANLAB e di altre navi, tra cui il Mistral, unità imbarcate e unità a terra. L'obiettivo era di «proporre di fatto agli studenti problematiche provenienti dai marinai affinché potessero rifletterci su» per due giorni.

La responsabile del FANLAB ha sottolineato l'importance di questo approccio collaborativo: «Il grande vantaggio per noi è di fatto mobilitare fonti esterne per avere un nuovo sguardo sulle nostre problematiche. L'iniziativa mirava a beneficiare dell'apporto di persone che non hanno ancora i nostri vincoli, che non hanno ancora la conoscenza del nostro mondo militare, al fine di generare idee e soluzioni innovative». I temi centrali erano i dati, i droni e l'intelligenza artificiale, settori cruciali nel contesto navale attuale.
Per accompagnare i partecipanti sono state organizzate due conferenze: la prima, il giorno prima, sul «design thinking», per capire come raccogliere le esigenze di un marinaio. La seconda, il giorno del pitch, sull'«arte del pitch», per preparare le presentazioni di 5 minuti davanti a una giuria. Questa giuria era composta dal secondo del PHA Mistral, da due rappresentanti dell'ISEN, dall'ufficiale di trasformazione digitale (Alfan ADT) e dalla responsabile del Centre de Services de la Donnée et de l'IA (CSD&AI Marine).
PROGETTI CONCRETI Tra i progetti sviluppati sono emerse diverse piste concrete. «Alcuni gruppi hanno lavorato su soluzioni legate ai droni, sull'acoustica, nonché sulla fusione di dati e sulla salute, in particolare per quanto riguarda il rimpatrio dei feriti a bordo delle navi.
L'idea di un «Waze bateau», volta a visualizzare e ottimizzare in tempo reale «In breve, la Marine non è solo una vecchia signora, la Marine innova, si evolve ed è totalmente immersa nell'innovazione tanto quanto si può esserlo nel civile». le condizioni di navigazione e i tragitti, è stata altrettanto esplorata. Un tema ha riguardato anche la misurazione della fatica e i rischi psicosociali (RPS), un argomento oggetto di un progetto di sviluppo esterno al CEPN.


I partecipanti sono stati incoraggiati a esprimere liberamente la loro creatività, senza porre freni, al fine di garantire l'originalità delle proposte».
TRAMPOLINO PER IL RECLUTAMENTO Al termine dell'Innovathon, ogni squadra ha presentato un «Proof of Concept» (POC). Il FANLAB si occupa poi di «recuperare i progetti, quindi in base ovviamente alla loro pertinenza e utilità, entrano nel nostro piano di carico e poi seguiamo, continuiamo a seguire i progetti».

L'evento costituisce anche una leva per il reclutamento, rafforzando il «legame forze armate-nazione».
Foto Philippe OLIVIER.
Foto Philippe OLIVIER.