Il Comité Départemental si rinnova e affronta le sfide della modernizzazione
Riuniti il 31 gennaio per l'assemblea generale, i rappresentanti dei club di cicloturismo del Var hanno eletto una nuova dirigenza e dibattuto senza sosta...

Accolti dal club locale e dalla Municipalité de La Londe-les-Maures, i responsabili del Comité Départemental (Codep) hanno innanzitutto tirato un sospiro di sollievo. Dopo un anno 2025 definito «molto complicato», in cui la struttura ha dovuto funzionare con posti vacanti, la squadra finalmente si amplia. SQUADRA AL COMPLETO Il Codep ha convalidato l'elezione di due ruoli chiave, ponendo fine a un periodo di tensione amministrativa in cui Pierre, figura storica del comitato, ha dovuto «reggere il Codep da solo», come ha sottolineato il presidente di sessione.

Kevin Verviest è stato eletto tesoriere all'unanimità (134 voti). Un arrivo accolto con ironia dal presidente, che ha ricordato come Kevin sia ben noto ai club: «Ti vogliamo bene perché quando abbiamo bisogno... ci porta 150€!
». Alla segreteria, è Christophe Cavailles, soprannominato «Tito», presidente del CCRG (Club de La Garde), a raccogliere il testimone: «Proverò a portare energia per i giovani».
Uno dei momenti salienti della mattinata ha riguardato la modernizzazione della Fédération française de cyclotourisme (FFvélo). Se la strategia federale 2025-2028 ambisce a sviluppare gli strumenti digitali, il riscontro sul campo è senza appello: il sito fatica a convincere. In sala, la concorrenza delle applicazioni private è nella mente di tutti.
«Tutti usano Komoot, tutti usano Strava, ma non si usa mai il sito della federazione», ha lamentato un partecipante, rammaricandosi per la mancanza di visibilità degli eventi federali di fronte ai colossi del settore. La risposta del comitato è pragmatica: gli strumenti federali come "Vélo en France" garantiscono il rispetto della legalità e delle autorizzazioni de passaggio, contrariamente ai tracciati abusivi che attraversano proprietà private, minacciando la pratica del VTT e del Gravel.
LA PREOCCUPAZIONE PER LA SICUREZZA La sicurezza e le autorizzazioni amministrative cristallizzano le preoccupazioni. Organizzare un'escursione diventa un percorso a ostacoli di fronte a prefetture e comuni sempre più reticenti, in particolare sul litorale. «Abbiamo un bel telefonare, non cambia nulla», si è spazientito un organizzatore, citando difficoltà ricorrenti a Le Lavandou o a Bormes-les-Mimosas.
Per il comitato, la soluzione passa attraverso il lobbying. «Sta a noi unirci e fare questo lavoro. Se non lo facciamo, non verremo ascoltati», ha insistito il presidente, invitando a riattivare la commissione sicurezza per incontrare i decisori e spiegare che il cicloturismo non è una gara di velocità.
Infine, la questione della parità di genere è stata affrontata con forza. Mentre la bicicletta rimane uno sport prevalentemente maschile, si levano voci per cambiare le cose. Hubert Larose ha offerto una testimonianza significativa sul metodo per coinvolgere le donne nella governance.
«Quando sono arrivato come presidente, c'era un comité directeur di 15 persone con due donne che non venivano ascoltate. Mi hanno detto: «Non serve a nulla, quando organizziamo qualcosa, ci rispondono di no». Oggi, nel comité directeur de La Londe, ci sono sette uomini e sette donne.
Sono loro che decidono quasi interamente i soggiorni, li organizzano e partecipano alla definizione dei percorsi. Se lasciamo che le donne facciano ciò che hanno voglia di fare, facciamo un grande passo avanti».
Foto Alain BLANCHOT.