05/10/2026
La gazettedu Var
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L'equilibrio a colori di Alexander Calder

Il museo La Banque espone 69 opere di Alexander Calder, artista che ha fatto dell'equilibrio un linguaggio poetico, fino al 31 ottobre.

LRDi La RedazioneGiornalista 5 ottobre 2026 Lettura: 3 min
L'équilibre en couleurs d'Alexander Calder
L'équilibre en couleurs d'Alexander Calder© La Gazette du Var
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Fino al 31 ottobre, il museo La Banque ospita « Calder - Équilibre en couleurs », una mostra realizzata in collaborazione con la Fondation Marguerite et Aimé Maeght.

Attraverso 69 opere - gouache, litografie, bronzi, inchiostri e mobile - il percorso ripercorre l'itinerario di un artista che ha fatto del movimento una materia scultorea e dell'equilibrio un linguaggio poetico.

Un scultore dell'aria

Nato nel 1898 in Pennsylvanie in una famiglia di artisti, Alexander Calder inizia gli studi di ingegneria meccanica presso lo Stevens Institute of Technology, prima di dedicarsi all'arte. Questa doppia formazione, tecnica e sensibile, irriga tutta la sua opera: la precisione del gesto e il gusto per i materiali industriali si ritrovano in ognuna delle sue creazioni.

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Illustratore per la stampa di New York negli anni '20, si trasferisce a Paris nel 1926 e scopre l'effervescenza dell'avanguardia. È lì che concepisce il suo Cirque Calder, un insieme in miniatura di oltre 200 elementi in filo di ferro, legno, cuoio e tessuto, che anima lui stesso durante le rappresentazioni date negli atelier parigini, poi a Berlin e New York.

Il suo incontro con Piet Mondrian nel 1930 segna una svolta. Calder si orienta verso l'astrazione e i colori primari, gettando le basi di quella che diventerà la sua firma - le sculture in equilibrio.

Mobiles e stabiles

La mostra mette in luce l'invenzione per la quale Alexander Calder rimane universalmente noto: il mobile. Il termine viene coniato nel 1932 da Marcel Duchamp per designare queste sculture sospese, realizzate con fogli d'alluminio ritagliati e assemblati su lunghe aste metalliche, che si muovono sotto l'effetto dell'aria.

Inizialmente motorizzate, si affrancano a poco a poco da qualsiasi meccanismo per dipendere solo dal vento – un modo, per l'artista, di fare dell'instabilità un'eleganza.

Specularmente a queste opere aeree, Alexander Calder sviluppa a partire dal 1937 delle sculture fisse in acciaio verniciato: gli « stabiles », termine inventato da Jean Arp. Il giardino della Fondation Maeght ne conserva uno dei capolavori, Les Renforts, realizzato nel 1953 in eco alle mura medievali di Saint-Paul-de-Vence.

Meno nota al grande pubblico, la pratica grafica di Alexander Calder occupa un posto essenziale nel suo lavoro. Grande amante del gouache - pittura rapida e viva che praticava nel suo atelier di Saché, in Touraine, che aveva soprannominato con umorismo la « gouacherie » -, l'artista non lavorava mai direttamente la pietra litografica.

I suoi gouache servivano da matrice: riportati su lastre da un cromista, venivano poi stampati dopo la validazione dell'artista. Tra il 1950 e il 1980, questa collaborazione con l'imprimerie ARTE-Adrien Maeght dà vita a più di duecento litografie e acqueforti.

Un'amicizia fondante

La mostra ripercorre anche una storia d'amicizia, quella che unisce Alexander Calder a Aimé e Marguerite Maeght a partire dal 1947, in occasione dell'Exposition internationale du surréalisme a Paris. Da questo incontro nasce una collaborazione di quasi trent'anni, fino alla morte dell'artista nel 1976, e un rapporto intimo che porta Alexander Calder ad animare rappresentazioni del suo circo per distrarre Bernard, il giovane figlio dei Maeght allora malato.

Nel 1969, la Fondation Maeght dedica all'artista una retrospettiva di oltre 300 opere, alcune delle quali non erano mai state mostrate al pubblico, come une boule noire, une boule blanche (1930). È questa relazione privilegiata, e il fondo eccezionale che ha permesso di costituire, che il Musée La Banque mostra a Hyères.

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Articolo tratto dall'edizione cartacea di La Gazette du Var