La mostra « Portraits » ha celebrato i 25 anni di La Galerie G
Per il suo 25° anniversario, La Galerie G ospita « Portraits », una selezione di opere della collezione dipartimentale d'arte contemporanea.

In occasione del suo 25° anniversario, La Galerie G, luogo d'esposizione emblematico di La Garde, si è associata al Département per presentare « Portraits ».
Dal 8 settembre al 7 ottobre, il pubblico è stato invitato a scoprire una selezione di opere provenienti dalla collezione dipartimentale d'arte contemporanea, nell'ambito del dispositivo « Hors les murs » volto a diffondere la cultura su tutto il territorio.
L'inaugurazione si è tenuta alla presenza di Jean-Louis Masson, presidente del Conseil départemental du Var, e di Hélène Arnaud-Bill, sindaco di La Garde.
Rendere l'arte accessibile
Questa mostra ha ribadito la volontà della Ville e del Département di democratizzare l'accesso all'arte contemporanea. Si tratta di proporre opere d'arte primarie il più vicino possibile agli abitanti, in luoghi di prossimità.
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Durante l'inaugurazione, Ricardo Vazquez, curatore della mostra, conservatore capo del Patrimoine e direttore della Culture et de la Jeunesse del Département, ha guidato il pubblico attraverso una visita itinerante, offrendo chiavi di lettura per comprendere la diversità delle creazioni presentate.
Tema universale e intramontabile della storia dell'arte, il ritratto è stato esplorato sotto molteplici sfacettature, attraverso una grande varietà di tecniche e sensibilità. La mostra mette in dialogo dipinti e fotografie per interrogare la rappresentazione dell'essere umano, la sua identità, la sua storia e la sua condizione sociale.
Alcune opere, come quelle di Georg Baselitz, Serge Plagnol, Pascal Vochelet o Gérald Thupinier, decostruivano il volto per reinventarne i codici. Altri artisti, come Moussa Sarr, Jean-François Rauzier, Mathieu Pernot o il fotografo ghanese James Barnor, interrogavano l'invisibilità sociale e il posto dell'individuo nella società.
Infine, gli scatti di Léna Durr, Véronique Ellena, Harry Gruyaert, Vik Muniz, Roger Ballen o Jacqueline Salmon aprivano riflessioni sul trascorrere del tempo, la dignità, la precarietà o ancora la parte d'immaginario che custodisce ogni ritratto.
Attraverso la ricchezza delle opere esposte, « Portraits » invitava ogni visitatore a sviluppare il proprio sguardo, a lasciarsi sorprendere e a meditare sulla propria identità.
Foto PRESSE AGENCE.