Patrick Moya declina il suo esuberante universo in 26 lettere
L'artista Patrick Moya presenta il suo « Abécédaire » alla galleria Le Moulin, un viaggio ludico fino al 9 ottobre.

La galleria Le Moulin invita il pubblico a un'immersione nel singolare mondo di Patrick Moya, artista contemporaneo inclassificabile. L'inaugurazione della sua nuova mostra ha avuto luogo il 15 settembre.
L'esplorazione artistica proseguirà fino al 9 ottobre, offrendo una porta d'accesso a un'opera que, da oltre quarant'anni, sposta i confini tra il reale e il virtuale.
Un viaggio in 26 lettere
La mostra si articola come un invito all'evasione. Attraverso le 26 lettere dell'alfabeto, Patrick Moya guida i visitatori nel cuore del suo territorio immaginario: il Moya Land.
Pubblicità
Questo universo, al tempo stesso malizioso e poetico, è popolato da personaggi, animali fantastici e creature emblematiche che hanno segnato la sua carriera. Il percorso, ricco di colori e sorprese, si compone di una moltitudine di supporti: dipinti, sculture, oggetti insoliti e installazioni. Ogni lettera trasforma la galleria in un vero e proprio gabinetto delle curiosità contemporaneo.
Al centro di questo mondo si trova una figura ricorrente: il piccolo « Moya », autoritratto caricaturale e accattivante ispirato a Pinocchio. Questo personaggio è la firma dell'artista, un alter ego che esplora per lui i meandri della sua stessa creazione.
Al suo fianco si ritrovano figure iconiche come la pecora Dolly, primo mammifero clonato, oltre a un bestiario sorprendente. L'ensemble testimonia un percorso artistico unico, in cui l'ironia si fonde con una riflessione più profonda sull'identità e sulla creazione. Questa mostra è una sintesi di questa mitologia personale, ludica e accessibile a tutti.
Un pioniere dei mondi virtuali
Appassionato di nuove forme d'espressione, Patrick Moya è riconosciuto come un pioniere degli universi virtuali. La sua opera non si limita alle pareti delle gallerie; si estende ai mondi digitali dove è stato uno dei primi a occupare spazi come Second Life.
Questo approccio decostruisce le frontiere tradizionali dell'arte, con l'artista che diventa al tempo stesso il creatore e un personaggio a tutti gli effetti del proprio immaginario. Incarna così una visione dell'arte totale, in cui la vita e l'opera si intrecciano in un dialogo costante tra il tangibile e il digitale.
Articolo tratto dall'edizione cartacea di La Gazette du Var