06/08/2026

Quando la politica supera la linea rossa!

L'autore, cattolico praticante, esprime la sua opposizione alla legge sull'aiuto a morire, una linea rossa etica e sociale secondo lui.

MBDi Max BAUERGiornalista 3 agosto 2026 Lettura: 2 min
Max Bauer
Max Bauer© La Gazette du Var
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In quanto cattolico praticante, rifiuto senza mezzi termini la legalizzazione del cosiddetto "aiuto a morire". Dietro queste parole si nasconde una realtà semplice: dare la morte diventa una soluzione legale.

Il comandamento biblico "Non uccidere" non è una formula simbolica. È un punto di riferimento fondamentale, che protegge ogni vita, in particolare la più fragile.

Una linea grave da non superare

Si invocano la dignità e la compassione. Ma da quando provocare la morte sarebbe un atto di compassione? Una società degna non elimina chi soffre, lo accompagna.

Legalizzare la morte somministrata significa superare una linea grave: quella in cui la vita cessa di essere incondizionatamente protetta.

La tutela dei più vulnerabili

Questo cambiamento non è teorico. Riguarda innanzitutto i più vulnerabili: anziani, malati, non autosufficienti.

Dietro la libertà sbandierata, quanti si sentiranno di troppo? Quanti avranno la sensazione di dover "scegliere" di scomparire per non pesare sui propri cari?

Il ruolo del medico stravolto

Questa evoluzione stravolge anche la medicina. Il medico non sarebbe più solo colui che cura e allevia, ma anche colui che può dare la morte. Una simile trasformazione altera profondamente la fiducia e il senso stesso della cura.

Una leggerezza politica indecente

In questo contesto, l'iniziativa del ministro di organizzare un ricevimento attorno a questa legge è un grave errore. Che parli poi di "maldestrezza" o di "confusione" non cambia nulla: non si mette in scena, da vicino o da lontano, un testo che comporta la morte dei più fragili.

Questo approccio rivela una leggerezza preoccupante, come se un simile cambiamento potesse essere accompagnato con i codici di una comune vittoria politica. È indecente!

No, la morte non si festeggia. Questi argomenti richiedono gravità, riserbo e rispetto.

Un'altra via è possibile

Esiste tuttavia un'altra via. La legge del 2 febbraio 2016, detta legge Leonetti-Claeys, permette già di rispondere alla sofferenza del fine vita garantendo una migliore gestione del dolore e autorizzando, in determinate situazioni, una sedazione profonda e continua fino al decesso. Permette di accompagnare senza uccidere.

L'8 giugno mia mamma è stata accompagnata grazie a questa legge. È stata circondata, sollevata, rispettata.

Desidero esprimere la mia profonda gratitudine al personale medico e alle infermiere per la loro umanità e compassione. Ci hanno mostrato cos'è una fine della vita dignitosa, una vita accompagnata fino all'ultimo.

Max BAUER