Una nuova strategia per ottimizzare la donazione di sangue e plasma
La Valette-du-Var e l’EFS si associano tramite una convenzione per ottimizzare la strategia locale di raccolta di sangue e plasma.

La Ville de La Valette-du-Var e l’Établissement Français du Sang (EFS) hanno ufficializzato la firma di una convenzione destinata a ripensare in profondità la strategia di raccolta dei prodotti sanguigni sul territorio.
Questa partnership, promossa dal sindaco Julien Argento e Alexandre Talamoni, rappresentante dell’EFS, ambisce a una gestione più attenta ed efficiente delle donazioni per rispondere ai bisogni vitali di quasi 1 500 000 pazienti che ne beneficiano ogni anno in France.
Il nuovo approccio si articola intorno a un migliore orientamento dei donatori verso i tipi di prelievo più necessari. Il plasma, per esempio, indispensabile per la fabbricazione di numerosi farmaci, richiede attrezzature specifiche disponibili unicamente nei siti fissi.
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Per questo, l’EFS intende rafforzare l'attrattività dei suoi centri di donazione permanenti, come quello dell’hôpital Sainte-Musse a Toulon, aumentandone le fasce orarie di accoglienza.
Il numero di raccolte mobili sarà ridotto, senza tuttavia diminuire il volume globale delle donazioni. Saranno riorganizzate per essere più mirate e garantire una migliore partecipazione.
Un atto civico e solidale
«Questa riorganizzazione permetterà di ridistribuire risorse umane e materiali verso i prelievi più tecnici. Ciò ci consentirà anche di distaccare risorse presso il nostro sito di Sainte-Musse all’EFS per aumentare i prelievi di plasma. Si tratta quindi di una logica di efficienza, certo, ma anche di buona gestione del denaro pubblico, sempre nell'interesse primario del malato», ha spiegato Alexandre Talamoni.
Julien Argento, sindaco di La Valette-du-Var, ha ricordato la forte dimensione civica e solidale della donazione di sangue. Ha lanciato un appello agli altri attori del territorio, collettività o imprese, a incoraggiare questo gesto concedendo del tempo ai propri agenti e dipendenti: «Farla conoscere significa portarla a conoscenza anche delle altre collettività […] sulla possibilità […] di distaccare gli agenti, che siano 2 ore, 3 ore, ma che abbiano il tempo di andare a fare la loro donazione di sangue».
Per l'eletto, questo atto di generosità è un potente indicatore di coesione sociale: «Sono piccoli gesti quotidiani che possono rassicurarci sul fatto che la benevolenza, la solidarietà reale e concreta esistono ancora in un'epoca che purtroppo tende fin troppo spesso a dimenticarlo».
Una sfida collettiva
La donazione di sangue costituisce una catena di solidarietà che si basa sull'impegno di tutti: donatori, volontari delle associazioni, personale sanitario e partner istituzionali.
Alexandre Talamoni ha ricordato il carattere universale e imprevedibile del bisogno: «Questi malati sono bambini, adulti, anziani. Non siamo al riparo dalla malattia, non siamo al riparo da un incidente, può succedere a tutti noi».
È stato lanciato un appello per attirare nuovi volontari, in particolare tra i più giovani, al fine di rinnovare le forze attive delle associazioni di donatori di sangue e garantire la continuità di cette cause indispensable per la salute pubblica.

Foto Philippe OLIVIER.