01/11/2026
La gazettedu Var
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Clémence Grisot, un percorso guidato dai mestieri manuali e dalla moda

A Bormes-les-Mimosas, la modista Clémence Grisot ha rilevato l'atelier-boutique « Les Bibis du Midi », dove realizza cappelli su misura.

LRDi La RedazioneGiornalista 2 novembre 2026 Lettura: 3 min
Clémence Grisot, un parcours guidé par les métiers manuels et la mode
Clémence Grisot, un parcours guidé par les métiers manuels et la mode© La Gazette du Var
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Nel centro storico, l’atelier-boutique « Les Bibis du Midi » accoglie una nuova gestrice. Clémence Grisot, 32 anni, modista di formazione, vi realizza cappelli su misura e tramanda un sapere artigianale presente nel paese dal 1999.

La passione di Clémence per la creazione risale all’infanzia.

«Da piccola disegnavo molto, schizzavo bambole, silhouette con molti accessori, in particolare cappelli, scarpe e borse», ricorda.

Un percorso formativo dedicato alla creazione

Finito il college, mentre sogna di diventare stilista, si iscrive a un Bac pro métiers de la mode che le fa scoprire la sartoria, il modellismo su manichino e il contatto con la materia.

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Dopo la maturità, si orienta verso un liceo di Dole (Jura), che offre una formazione sui costumi di scena. Ottiene un DTMS (Diplôme Technicien Métiers du Spectacle), opzione vestizione, e poi un DMA (Diplôme Métiers d’Art), opzione costumista-realizzatore.

Una formazione ricca, che unisce corsi di teatro e studio del costume storico. Dedica un anno supplementare al ricamo con perline, «un bagaglio complementare», anche se questa tecnica non ha trovato posto nelle sue creazioni attuali. È così che Clémence si avvicina al cappello, dopo un primo stage nel 2013.

«Il cappello è un universo straordinario. Ciò che mi piace è proprio tutta la diversità delle tecniche», confida, evocando una dimensione di bricolage e divertimento che l’ha conquistata fin da subito. Il suo percorso si conclude nel 2017 con il conseguimento di un CAP Chapelier Modiste a Lyon.

Da luogo di vacanza al rilevamento dell’atelier

Successivamente, svolge uno stage a Bormes-les-Mimosas, dove andava in vacanza fin dall’infanzia. Conosce, nel centro storico, l’atelier di creazione di cappelli « Les Bibis du Midi », per avervi visto lavorare la precedente gestrice. Fa domanda per svolgervi il suo stage.

La sua candidatura viene accettata e le due donne trascorrono un mese insieme nel 2017. Al termine di questo stage, la precedente gestrice le propone di rilevare l’atelier-boutique. Ma a 23 anni, Clémence ritiene di non essere pronta: «Non mi sentivo abbastanza matura per rilevare la gestione di un'attività».

Tre anni dopo, nel 2020, decide di tentare l’avventura. Durante la stagione 2020-2021, impara la gestione dell’atelier in collaborazione con la titolare, ormai a fine carriera, e scopre il funzionamento stagionale dell’attività.

«Mi lasciava un po’ le redini (…). Avevo carta bianca per avere uno spazio di creazione e, allo stesso tempo, servivo i clienti», racconta.

Le trattative per il passaggio dell’atelier iniziano nel 2022. La giovane modista rileva il locale nel giugno 2023 e firma il contratto di locazione nello stesso anno. Nel 2024 diventa la nuova gestrice. Nel 2026 inizia la sua terza stagione alla guida dell’attività.

Rivalorizzare il cappello nella vita di tutti i giorni

«Direi che è il mestiere che ha scelto me, perché ho avuto questa opportunità, ho voluto tentarci e, una cosa tira l'altra, sto imparando a padroneggiare il mestiere», riassume la commerciante.

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La sua sensibilità per le finiture e la manualità sono quasi innate: «Sono cose ancorate nel mio ADN».

Ha anche sviluppato, sul campo, una funzione di visagista: «Analizzo l’incarnato, gli occhi e i capelli, quindi so cosa mettere sulla testa della persona».

Per la giovane donna, il cappello è un accessorio da riabilitare nella vita quotidiana.

«Tutti possono indossare il cappello. È un accessorio che è stato trascurato: dato che sta sulla testa, si viene subito osservati, visti», sottolinea la creatrice. Ricorda che ancora un secolo fa nessuno usciva a testa scoperta.

«Tutta la sfida per me oggi è riappropriarsi del cappello quotidianamente. Si può rimanere sul classico, l’importante è sentirsi a proprio agio. Il cappello sei tu: quando una persona lo indossa, deve essere un’evidenza. Non si deve sentire sulla testa», conclude la giovane donna.

Informazioni pratiche

Les Bibis du Midi1 montée de l’écureuilBormes-les-Mimosas06 22 70 13 31Instagram : lesbibisdumidi_Facebook : Les bibis du Midi_

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Articolo tratto dall'edizione cartacea di La Gazette du Var