Il Lieutenant-Colonel Georges-Régis Bouvet, animato dalla rabbia di vincere!
In questa mattina del 14 agosto, i veicoli della Seconde Guerre mondiale in avenue Clemenceau a La Londe-les-Maures hanno risvegliato i ricordi...

Con la scenografia al suo posto, i testimoni di ieri troneggiano fieri! «Ritrovarvi in questo giorno significa innanzitutto che queste commemorazioni presuppongono anche, per essere perpetuate, un lavoro di storia, di memoria, un'opera paziente in tutti i nostri territori e comuni, e voi vi contribuite per tutto l'anno. Desidero congratularmi con voi», ha dichiarato François de Canson al momento dell'inauguration del busto del Lieutenant-Colonel Georges-Régis Bouvet sulla piazza dell'Hôtel de Ville (...).

APPUNTAMENTO CON LA STORIA
In effetti, ci sono appuntamenti con la Storia che sono segnati tanto dai simboli quanto dall'emozione. «In questo 14 agosto, accogliere, nello stesso giorno, l'assemblea generale dei Commandos d'Afrique, e poi inaugurare il busto del Lieutenant-Colonel Bouvet, mostra quanto la volontà municipale sia quella di preservare e mantenere viva, nella nostra memoria, l'eredità del Débarquement de Provence, 80 anni dopo questo glorioso fatto d'armi. C'è una profonda emozione nell'onorare gli eroi di questa epopea fulgida, questi giganti della riconquista del nostro Paese occupato. Perché sono proprio questi Commandos d'Afrique, di una tempra incredibile, animati dalla rabbia di vincere quanto dall'amore per la loro patria, che hanno ridato l'onore alla France», ha aggiunto il sindaco di La Londe-les-Maures. Infatti, il Lieutenant-Colonel Georges-Régis Bouvet, che dirige il gruppo, è celebre tra i suoi uomini per le sue colleriche sfuriate omeriche. Le sue sgridate e il mento proteso in avanti gli valgono il soprannome di «la Galoche», ma è profondamente rispettato per la sua energia e la sua rettitudine (...). Dopo la presa di Bizerte, il comandante di battaglione Bouvet riceve, nel luglio 1943, la missione di fondere il suo corpo franco in una nuova unità che saranno i Commandos d'Afrique, la cui ragion d'essere è portare il ferro e il fuoco all'interno delle linee nemiche. Destinato a compiere colpi di mano alle spalle del nemico, il gruppo è addestrato in modo specifico per le azioni anfibie.

CORAGGIO E DETERMINAZIONE

«I Commandos d'Afrique devono preparare le offensive su larga scala bonificando e tracciando il terreno. Sono destinati a lanciare colpi di mano destabilizzanti e a compiere missioni di ricognizione, di infiltrazione ad alto rischio, che richiedono audacia, coraggio e determinazione. Non sono quindi composti solo da soldati volontari, sportivi e molto addestrati», ha ricordato il vicepresidente della Région (...). E, all'alba del 15 agosto, quando gli Alleati si spiegano al largo e i primi elementi sbarcano sulla costa provenzale, sono i Commandos d'Afrique a sbarcare a Cap Nègre e a Rayol-Canadel. All'estremità ovest dell'operazione «Dragoon», lanciata nella notte, per la missione pericolosa che nessuna unità speciale voleva, e que il loro capo, Georges-Régis Bouvet, aveva richiesto e infine ottenuto, dopo aspre discussioni, al quartier generale Alleato di Naples, come un privilegio: quello di farsi uccidere per primo sul suolo di Provence. Perché per il comandante del «cirque Bouvet», è proprio un onore concesso ai Commandos d'Afrique quello di sacrificarsi per la liberazione della France, così come per assicurare il successo di un'operazione di sbarco, ipotecata dal raggio d'azione dei cannoni nemici che dominano il Méditerranée, nascosti sotto metri di cemento armato, minacciosi e inespugnabili.
TEMPRA INCREDIBILE

« Il en fallait de la trempe pour se lancer face à la cuirasse ennemie, en franchissant les défenses côtières, et interdire la route 559 puis tenir les points hauts. Frapper vite et fort, en plein cœur, comme un coup de poignard dans le flan ennemi (...). Le Débarquement de Provence et la liberté reconquise dès le 15 août 1944 ont non seulement les couleurs tricolores, mais encore celles de la voile rouge frappée de l'étoile d'or et du croissant des Commandos d'Afrique. C'est pourquoi notre Histoire restera à jamais liée à l'épopée de cette unité d'élite : la première à fouler le sol de notre Provence depuis la mer, la première à la délivrer de l'occupant. Les Commandos d'Afrique sont bien des hommes d'une trempe incroyable, pétris de la rage de vaincre autant que de l'amour de la patrie qui ont redonné son honneur à la France. Leur engagement suprême est notre héritage », a conclu, non sans émotion, François de Canson (...). •
Foto Philippe OLIVIER.