« Tokyo n’attend personne », il nuovo romanzo di Léa Bouzit
A soli 29 anni, Léa Bouzit, una giovane autrice, fa il suo ritorno letterario con un romanzo avvincente intitolato « Tokyo n’attend personne ».

Stabilitasi a Cavalaire-sur-Mer, Léa ha trascorso un anno a Tokyo, una città che l'ha profondamente segnata e ispirata. Il suo amore per Tokyo, con la sua architettura affascinante, la sua atmosfera unica e le sue melodie inebrianti, ha nutrito la sua scrittura quotidiana. La ricchezza della scena musicale indipendente della capitale giapponese è stata anche una fonte di ispirazione per Léa Bouzit, che ha voluto renderle omaggio attraverso la sua opera.
RICERCA DI SÉ Il titolo del suo romanzo, « Tokyo n'attend personne », riflette una realtà che questa giovane romanziera ha vissuto durante il suo soggiorno. Sottolinea: « Quando si arriva in un paese straniero, si ha spesso l'impressione che ci aspettino delle opportunità. In realtà, ci si rende conto che Tokyo n'attend personne.
Nessuno dirà 'benvenuto, ti stavamo aspettando, ecco questa opportunità'. Si è un po' nessuno in questa città. Succedono molte cose dal punto di vista artistico, ma se non si prova a creare, non succederà nulla ».

Le titre de son roman, « Tokyo n’attend personne », reflète une réalité que cette jeune romancière a vécue lors de son séjour. Elle souligne : « Lorsqu’on arrive dans un pays étranger, on a souvent l’impression que des opportunités nous attendent. En fait, on réalise que Tokyo n’attend personne. Personne ne va dire ‘bienvenue, on t’attendait, voici telle opportunité’. On est un peu personne dans cette ville. Il se passe plein de choses artistiquement, mais si on n’essaie pas de créer, il ne se passera rien ». Ce message fort est au cœur de son livre, incitant chacun à poursuivre ses rêves et à créer ses propres opportunités. La jeune femme se souvient de son arrivée à Tokyo où elle avait tout prévu. Mais la perte de sa valise l’a quelque peu déstabilisée. « Je suis arrivée à Tokyo les mains vides », Léa a confie-t-elle. Cependant, la vue imprenable sur la Skytree, un monument emblématique de la ville, personnage à part entière de son roman, lui a redonné le sourire. Elle a passé des heures à explorer les quartiers moins touristiques de Tokyo, souhaitant mettre en lumière les oubliés de cette métropole.
Questo forte messaggio è al cuore del suo libro, incoraggiando ognuno a inseguire i propri sogni e a creare le proprie opportunità.
La giovane donna ricorda il suo arrivo a Tokyo, dove aveva pianificato tutto. Ma la perdita della valigia l'a un po' destabilizzata. « Sono arrivata a Tokyo a mani vuote », confida.
Tuttavia, la vista mozzafiato sulla Skytree, un monumento emblematico della città, personaggio a tutti gli effetti del suo romanzo, le ha ridato il sorriso. Ha trascorso ore a esplorare i quartieri meno turistici di Tokyo, desiderando mettere in luce gli dimenticati di questa metropoli.
PRESSIONE SOCIALE « C'è molta pressione sociale in Giappone, e coloro che non riescono a soddisfare le aspettative preferiscono scomparire », spiega. La passione di Léa Bouzit per il Giappone risale agli anni delle scuole medie in cui ha scoperto i manga. Diventata editrice di manga, ha imparato le basi del giapponese e ha lavorato con editori giapponesi, rafforzando così il suo legame con questa cultura.
« Il Giappone fa parte della mia vita da anni. Dovevo rimanere un anno per immergermi nella cultura giapponese », racconta.
Léa annuncia che il suo romanzo è disponibile sugli scaffali della mediateca dell'Institut français a Tokyo e in diverse mediateche del Var. Un nuovo capitolo si apre per questa talentuosa autrice, che continua a condividere la sua passione per il Giappone attraverso i suoi scritti.
Intervista raccolta da Laurette PARAY – Foto DR.