27/07/2026

Max Bauer « Perché mi impegno con l'Union des Hyèrois »

Nato nel 1961 a Casablanca, in riva a quel Mediterraneo che non ha mai smesso di chiamarlo, Max Bauer ha 17 anni quando lascia il lycée Dumont-d'Urville di...

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 4 agosto 2025 Lettura: 3 min
Max Bauer « Pourquoi je m'engage avec l'Union des Hyèrois »
Max Bauer « Pourquoi je m'engage avec l'Union des Hyèrois »© La Gazette du Var
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Il sindacalista agricolo (in sospeso poiché ha deciso di ritirarsi dal suo mandato di presidente della Coordination Rurale du Var) racconta: «Quando lascio la scuola, non è per capriccio. È per necessità. La vita, a volte, vi strappa ai vostri desideri, fa abortire i vostri progetti.

E contro la cattiva sorte, ci vuole cuore. Io ne avevo. Assunto come ortolano presso i Vergers du Plan du Pont, ho, allora, messo le mani nella terra, a Hyères, in questa pianura fertile dove l'uomo dialoga con le stagioni, dove si impara presto che nulla cresce senza amore né fatica».

Max Bauer « Pourquoi je m'engage avec l'Union des Hyèrois »

UN GIURAMENTO «A vent'anni, creo la mia prima impresa, nei parchi e giardini. Poi nel 2009, ho rilevato un'azienda orticola di 9 000 m², di cui 6 500 m² di serre. Non è una scelta di carriera.

È un giuramento. Quello di rimanere fedele a questa terra, a questo mestiere, a coloro che vivono dell'essenziale e nutrono gli altri, a Janine mia moglie da 43 anni, che ha sempre sostenuto i miei progetti.

Ma essere agricoltore oggi non è più solo produrre. È resistere. Resistere all'abbandono politico, alla deregolamentazione cieca, ai trattati iniqui come il Mercosur, che sacrificano le nostre filiere sull'altare di una globalizzazione senza fede né frontiere.

Ciò que difendo non è la rendita di un mestiere, è la dignità di un popolo. Quello che si sveglia presto perché gli altri mangino ancora francese, senza avvelenarsi.

Ciò che difendo è la vostra salute, non il mio bilancio». Continua: «Dal 2005, la mia battaglia sindacale alla Coordination Rurale mi ha portato lontano. Oggi presiedo l'UNIPHOR, siedo alla MSA, alla SAFER, a Val'Hor.

Nel 2020 ho fondato Allo Agri, per i miei colleghi agricoltori che la solitudine consuma e che la pressione spinge allo stremo. Poi, il Comité interministériel du mal-être agricole mi ha aperto le sue porte. Ogni giorno, sono le voci spezzate di agricoltori in difficoltà che risuonano in me.

Quando, nell'ottobre 2024, Jean-Louis Masson mi ha consegnato la medaglia del Mérite agricole, ha parlato di «dedizione assoluta e instancabile». Non è un omaggio, è un promemoria. La lotta continua. Perché il suolo si esaurisce, l'acqua manca, i margini crollano. Ma la vera violenza è quella del silenzio, e quello dei politici è inammissibile».

SERVIRE HYÈRES «Oggi trasmetto la CR83 a una nuova generazione. E sono pronto. Non per una poltrona, ma per un progetto. Quello di servire Hyères. La sua bellezza, la sua agricoltura, la sua economia, i suoi quartieri.

Con l'Union des Hyérois, sostenuta da François Cornileau, ho trovato questa rara alchimia, vale a dire un progetto territoriale sincero e ambizioso, e una visione politica tanto coraggiosa quanto pragmatica. Mi impegno per una città più giusta, più viva, più protettiva. Una città dove la rinaturalizzazione urbana non sarà uno slogan, ma una realtà di fronte al cambiamento climatico.

Una città dove i produttori ritroveranno un posto nell'economia, nella cultura, nella vita. Dove la biodiversità tornerà a essere un gesto quotidiano, non una promessa dimenticata.

E voi, elettori, cittadini, consumatori, avete un potere immenso: quello di impedire che il paese si disgreghi tra chi produce e chi ne approfitta. Quello di scegliere la vita contro la rassegnazione. Quello di agire per il vostro futuro.

Io mi alzo già. Come sempre. Con le mie convinzioni e quella testarda lealtà caratteristica di chi ha fatto la scelta di vivere per la terra».

Foto Philippe OLIVIER.