27/07/2026

François de Canson: «Lo spirito del 17 agosto, memoria viva della libertà»

Il 17 agosto il vento si è levato. Quello della memoria, della fedeltà e della coscienza. La France non è stata data. È stata difesa. Amata. Adorata...

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 2 settembre 2025 Lettura: 2 min
François de Canson : « L’esprit du 17 août, mémoire vivante de la liberté »
François de Canson : « L’esprit du 17 août, mémoire vivante de la liberté »© La Gazette du Var
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In un'atmosfera di raccoglimento, François de Canson ha riacceso la fiamma della storia con parole solenni e luminose, attraversate dal ricordo dei combattimenti e da una profonda fede nella dignità umana. «In Provence, la France si è rimessa in piedi», ha ricordato citando il général de Lattre de Tassigny. Una frase semplice e immensa, che riassume ciò que fu il 17 agosto 1944: un risveglio della Storia, una svolta del destino, una vittoria della libertà sulla notte. «Oggi siamo liberi. Questa libertà la dobbiamo ai nostri alleati americani, britannici, canadesi, che affrontarono il fuoco nazista per sbarcare sul suolo francese e riconquistare, con l'appoggio della resistenza interna, un territorio sconfitto».

SPIRITO DEL 17 AGOSTO

François de Canson : « L’esprit du 17 août, mémoire vivante de la liberté »

François de Canson ha fatto rivivere i nomi di coloro che, qui, incarnarono lo spirito del 17 agosto: Joseph Spada, giovane commando caduto al fort du Salbert (Territoire de Belfort); François de Leusse, liberatore del château de Brégançon (residenza presidenziale) e sindaco di La Londe per ventiquattro anni; Louis Bussonne, giustiziato per aver sabotato il pont du Pansard. «In questa giornata di commemorazione, vorrei che ognuno si ricordasse di Joseph Spada, di François de Leusse... Ricordiamoci ancora di Louis Bussonne». «Questi uomini d'eccezione», addestrati a missioni ritenute irrealizzabili, hanno liberato La Londe nella notte, nel corso di un'operazione breve e decisiva, sotto il comando del lieutenantcolonel Bouvet. «Questi combattenti, addestrati alle marce forzate, all'infiltrazione, al close-combat, al tiro di precisione, al combattimento anticarro e alla neutralizzazione delle sentinelle, erano maestri nell'arte della guerra. Furono i primi a calpestare il suolo di Provence, i primi a liberarla dall'occupante».

François de Canson : « L’esprit du 17 août, mémoire vivante de la liberté »

CUSTODI DI PACE

L'omaggio non è un ripiegamento sul passato, ma un appello alla vigilanza, alla responsabilità, alla fedeltà interiore: «Nel mondo che si presenta, è più che mai essenziale rimanere solidi, fermi, ancorati alla nostra libertà». E la vera eredità del 17 agosto è una pace concreta e quotidiana, portata dai soldati in operazione, dai poliziotti, dai gendarmi, dai vigili del fuoco, dai soccorritori, dai salvatori in mare e, più in generale, da tutte coloro e tutti coloro che servono il bene comune e fanno vivere la fraternità. «Il vostro impegno è l'eredità viva di coloro che onoriamo oggi. Voi siete i custodi di questo bene prezioso: la pace. Finché questa veglia non vacillerà, «allora la France resterà in piedi». Così, in questo 17 agosto, un ponte si è teso tra le generazioni. Ciò che i partigiani hanno difeso, ciò che i commando hanno liberato, ciò che i sopravvissuti hanno ricostruito, spetta a noi portarlo. Non come un fardello, ma come una luce. «La France non è stata data. È stata difesa. Amata. Adorata fino al sacrificio».•

François de Canson : « L’esprit du 17 août, mémoire vivante de la liberté »
François de Canson : « L’esprit du 17 août, mémoire vivante de la liberté »

Foto Isabelle BENOIT e Alain BLANCHOT.