27/07/2026

Il ricordo intatto del Débarquement de Provence

Il 15 agosto, Cavalaire-sur-Mer ha celebrato l'81º anniversario del Débarquement de Provence.

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 2 settembre 2025 Lettura: 2 min
Le souvenir intact du Débarquement de Provence
Le souvenir intact du Débarquement de Provence© La Gazette du Var
Condividi

In un discorso, il sindaco Philippe Leonelli ha ricordato la forza della memoria, l'universalità della libertà e il dovere di trasmissione. «Ci sono date che riaccendono la fede e aprono al fervore». Fin dall'inizio il tono è chiaro: Cavalaire, «questo piccolo porto mediterraneo», divenne nel 1944 «la porta d'ingresso di questa ritrovata libertà».

Il sindaco ha tratteggiato, senza enfasi, la scena all'alba del 15 agosto: il mare scuro, il rombo dei motori, la spiaggia che trema e, in lontananza, quella promessa che attraversa ancora il tempo: «Tenete duro, siamo qui, la France ritorna...».

TESTIMONE DELLA LIBERTÀ L'evocazione si è fatta più intima quando Philippe Leonelli ha citato suo padre, Paulin, sbarcato il 16 agosto: «Quando i miei stivali hanno toccato la sabbia di Cavalaire, ho capito che stringevamo tra le mani il futuro di un popolo, il futuro di una Nazione, il futuro dell'Europe, il futuro del mondo». Al centro dell'omaggio, l'unità dei combattenti: Américains, Britanniques, Canadiens, Français libres, tirailleurs sénégalais, goumiers marocains, Algériens, Tunisiens, Indochinois, soldati provenienti dall'Afrique équatoriale e dal Pacifique. «Il loro sangue misto ha scritto sulla nostra sabbia una verità semplice, bella, bellissima, limpida: la libertà non ha né colore, né frontiere».

La gratitudine si è estesa ai resistenti dell'ombra. Le parole di Marcel, «che fu uno di loro», ricordano la riconoscenza di tutti: «Quando ho visto i primi Alliés correre sulla sabbia, ho capito che l'incubo era finalmente finito. Ma ho anche capito che davano la vita affinché la nostra ricominciasse e la nostra patria ritrovasse i suoi colori».

Le souvenir intact du Débarquement de Provence

MEMORIA VIVA E CONDIVISA Infine, rivolgendosi ai giovani, il sindaco ha passato il testimone. Citando Antoine de Saint-Exupéry: «Non ereditiamo la libertà dai nostri genitori, la prendiamo in prestito dai nostri figli». Ha ricordato la responsabilità che incombe su ciascuno.

Poi l'appello è diventato diretto: «Prendete dunque questo testimone. Portatelo più lontano di noi. Non lasciatelo mai».

A tutti ha ricordato che questo dovere si vive al presente, al servizio del bene comune, per costruire insieme, nell'unione delle generazioni, un mondo che porti in alto i colori della vita. «Grazie per la pace, signore e signori, Grazie per la libertà, care famiglie, Grazie per il futuro, miei cari bambini. Abbiamo ricevuto il testimone.

Non lo lasceremo mai».

Andare avanti non significa voltare le spalle al passato, è viverlo diversamente, non come un peso, ma come una luce pilota nella notte della Storia. La pace non si impone, si tesse, filo dopo filo, nella pazienza dei gesti giusti, di parole che sanno ascoltare, di sguardi che rimangono aperti. E se la Storia ci ha lasciato le sue ferite, che ci lasci anche la sua lezione: l'humanité non guadagna nulla a farsi la guerra.

Le souvenir intact du Débarquement de Provence
Le souvenir intact du Débarquement de Provence
Le souvenir intact du Débarquement de Provence
Le souvenir intact du Débarquement de Provence

Enfin, s’adressant à la jeunesse, le maire a transmis le relais. Citant Antoine de Saint- Exupéry : « Nous n’héritons pas de la liberté de nos parents, nous l’empruntons à nos enfants », il a rappelé la responsabilité qui incombe à chacun. Puis l’appel est devenu direct : « Prenez donc ce témoin. Portez-le plus loin que nous. Ne le lâchez jamais ». À tous, il a rappelé que ce devoir se vit au présent, au service du bien commun, pour construire ensemble, dans l’union des générations, un monde qui porte haut les couleurs de la vie. « Merci pour la paix, mesdames, messieurs, Merci pour la liberté, chères familles, Merci pour l’avenir, mes chers enfants. Nous avons reçu le témoin. Nous ne le lâcherons jamais ». Avancer n’est pas tourner le dos au passé, c’est l’habiter autrement, non comme un fardeau, mais comme une veilleuse dans la nuit de l’Histoire. La paix ne s’impose pas, elle se tisse, fil après fil, dans la patience des gestes justes, des paroles qui savent écouter, des regards qui demeurent ouverts. Et si l’Histoire nous a légué ses blessures, qu’elle nous lègue aussi sa leçon : l’humanité ne gagne rien à se faire la guerre.

Le souvenir intact du Débarquement de Provence

Foto PRESSE AGENCE.