27/07/2026

Il diritto di ormeggio al centro di un braccio di ferro giuridico

A Port Grimaud, emblematica città lacustre privata, i proprietari di case lungo le banchine private lottano per far riconoscere il proprio diritto...

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 6 ottobre 2025 Lettura: 4 min
Le droit d’amarrage au cœur d’un bras de fer juridique
Le droit d’amarrage au cœur d’un bras de fer juridique© La Gazette du Var
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Una controversia complessa che unisce diritto privato, diritto pubblico e contratti storici.

Le droit d’amarrage au cœur d’un bras de fer juridique

Analisi. Da diversi anni, centinaia di proprietari di Port Grimaud chiedono al giudice di riconoscere che sono effettivamente titolari di un diritto di ormeggio, come menzionato nel loro titolo di proprietà. UN DIRITTO DI ORMEGGIO LEGATO ALLA PROPRIETÀ Per loro, questo diritto di ormeggio è un attributo della loro proprietà, così come era stato immaginato dall'architetto François Spoerry durante la progettazione della città.

Si tratterebbe di un vero e proprio diritto reale (legato alla loro casa e non al suo occupante) e privato, allo stesso titolo di un garage o di un giardino.

Il tribunal judiciaire de Draguignan, adito da 480 proprietari, ha confermato la propria competenza a luglio 2025, respingendo la richiesta dello Stato di trasferire la causa dinanzi al tribunal administratif. Il giudice ha ritenuto che la controversia rientrasse nel diritto privato basandosi in particolare sull'articolo 544 del Code civil e su una giurisprudenza della Cour d'appel de Chambéry che valuta l'esistenza di un diritto reale di ormeggio, accessorio a un contratto de vendita di lotti di comproprietà, rispetto al diritto di proprietà. Le parti discuteranno ora il merito della causa.

Le droit d’amarrage au cœur d’un bras de fer juridique

IL CONTRATTO DI AMODIAZIONE: UN'AUTORIZZAZIONE STORICA Approvato dal comune de Grimaud alla fine degli anni 2000, i proprietari avevano firmato, con esso e con gli ex concessionari gestori dello specchio d'acqua, un contratto cosiddetto di amodiazione, che li autorizzava a sostare sullo specchio d'acqua fino alla fine delle concessioni storiche (2025 per PG1 e PG2, 2028 per PG3). Nessun canone veniva richiesto ai proprietari e amodiatari in quanto avevano partecipato al finanziamento della costruzione dello specchio d'acqua. Riscattando le concessioni alla fine del 2021, il comune ha ritenuto che queste amodiazioni terminassero automaticamente.

Ha quindi chiesto ai proprietari di firmare ogni anno nuovi contratti annuali con relativi canoni, talvolta maggiorati in assenza di firma dei contratti. Numerosi proprietari contestano questa pratica. Il tribunal administratif de Toulon, adito da molti proprietari, potrebbe pronunciarsi su questo punto entro la fine del 2025.

UN'ANALISI GIURIDICA CHE CONFERMA LA POSIZIONE DELLE ASL La principale associazione sindacale che gestisce il sito si è avvalsa di riconosciuti giuristi specializzati. Ha in particolare commissionato un parere legale che conferma la posizione che difende con i suoi legali sin dal riscatto delle concessioni. Secondo l'associazione, lo specchio d'acqua è un bene artificiale (risultante da lavori di dragaggio e non da un evento naturale) que può rientrare nel demanio pubblico solo a partire dal giorno in cui un ente pubblico ne è diventato proprietario.

Fino al 1984, data di cessione dello specchio d'acqua allo Stato, lo specchio d'acqua era quindi interamente privato, di proprietà di una SCI e poi dell'ASP PG. L'associazione ne conclude che i proprietari hanno sempre beneficiato di un diritto di ormeggio legato alla loro casa; il fatto che lo specchio d'acqua sia stato ceduto allo Stato non ha alcuna incidenza sull'esistenza di questo diritto, in quanto l'ormeggio della loro barca in corrispondenza della loro banchina è perfettamente compatibile con la destinazione dello specchio d'acqua (la navigazione delle barche).

DUE REGIMI CHE COESISTONO Contrariamente alla posizione del comune di Grimaud, le ASL affermano che i due regimi — diritto di ormeggio legato alla proprietà e occupazione dello specchio d'acqua — non si escludono a vicenda. Possono coesistere, il che consente peraltro di risolvere casi particolari, ad esempio quando le barche ormeggiate superano i 10 metri dalla banchina, come menzionato nei titoli di proprietà.

DEMANIO PUBBLICO O PRIVATO? UNA QUESTIONE CENTRALE I legali dell'ASL PG, due autorevoli professori di diritto, affermano che non vi è alcuna evidenza che lo specchio d'acqua situato in corrispondenza delle banchine private, riservate all'ormeggio delle sole barche dei proprietari delle banchine, rientri nel demanio pubblico dello Stato.

Secondo loro, queste parti dello specchio d'acqua non sono assolutamente destinate al servizio pubblico portuale. Questo apre un dibattito cruciale: lo specchio d'acqua davanti alle case appartiene al demanio pubblico dello Stato o al demanio privato?

Le future decisioni giudiziarie potrebbero fornire elementi di risposta.

NECESSARIO CONFRONTO La pesantezza delle procedure in corso e la complessità dei temi spingono il comune e le ASL di gestione della città lacustre ad avvicinarsi per definire un quadro di coesistenza sereno. Una mediazione dovrebbe svolgersi in autunno affinché vengano elaborate soluzioni per uscire dalla crisi sotto l'egida di una mediatrice designata dal presidente del tribunal administratif de Toulon. Fiduciose, le ASL difenderanno l'opera dell'architetto Spoerry e i diritti di cui godono con la massima fermezza, sperando che il comune possa ascoltarle e comprendere le specificità della città lacustre.

Questa vicenda illustra la complessità del diritto di proprietà nelle zone portuali in cui i confini tra pubblico e privato sono mutevoli. A Port Grimaud, il dibattito è lungi dall'essere concluso, ma le recenti decisioni giudiziarie ridanno speranza ai proprietari.

Pierre BEGLIOMINI (testo e foto).