Business Maritime Day, Toulon traccia la via dei porti del futuro
Il 17 settembre, la 3ª edizione del Business Maritime Day ha riscosso un grande successo, riunendo quasi 200 attori economici e industriali...

Organizzato dai Ports Rade de Toulon della CCI du Var, l'evento ha rafforzato il posizionamento del porto come pioniere e laboratorio mediterraneo del porto sostenibile. Una constatazione condivisa: per avere successo la trasformazione deve essere sistemica e collaborativa. ECONOMIA E TRANSIZIONE ECOLOGICA La giornata si è aperta con un messaggio forte: «Sviluppo economico e transizione ecologica non si escludono a vicenda, tutt'altro.

Devono avanzare insieme», ha dichiarato Hervé Stassinos, vicepresidente della Métropole Toulon Provence Méditerranée e consigliere regionale. Un messaggio rilanciato da Céline Richaud, vicepresidente della CCI du Var, che ha ricordato: «Il porto è al centro di un territorio in piena trasformazione e la dinamica avviata con CENAQ e la certificazione Green Bay pone già le basi del porto del futuro». Da parte sua, Christine Rosso, direttrice dei Ports et Concessions della CCI du Var, ha aggiunto: «È tempo di andare oltre la sola questione della decarbonizzazione e di integrare i nove limiti planetari come nuovo punto di riferimento per l'azione.
Oggi il nostro porto diventa un catalizzatore di trasformazione. La rotta è chiara: procedere a tappe, innovare e cooperare». Ha inoltre salutato la presenza di imprese e porti francesi provenienti da altre regioni francesi (Alsace, Région parisienne, Rhône-Alpes), ricordando l'importanza della condivisione delle esperienze e di una strategia collettiva.
ECOLOGIA DESIDERABILE Autore e conferenziere, Côme Girschig ha invitato a ripensare le narrazioni collettive: «La transizione non può essere guidata solo dalla paura. Sono il desiderio, il legame e la voglia collettiva a dover diventare i motori di un cambiamento positivo». Attraverso la metafora del cubo di Rubik, ha mostrato che la transizione richiede una strategia globale: «Non si può trasformare una faccia senza tenere conto delle altre.

Questa strategia richiede profondi cambiamenti nei paradigmi economici e culturali (...) La biodiversità è in grave pericolo, una specie scompare ogni dieci minuti. Tuttavia, è ancora possibile agire: l'ozono è un esempio riuscito di cooperazione internazionale, che permette di ripristinare lo strato protettivo dell'atmosfera.
Nel loro piccolo, i porti e gli attori economici possono contribuire ripensando i propri usi e mobilitando l'immaginario collettivo per trasformare le idee in azioni concrete. Consideratevi come parte della soluzione», ha concluso il conferenziere. SCENARI PROSPETTICI Immaginare il domani è al centro dello studio Infraport, presentato da Frédéric Descombes (CEA) e condotto con Bouygues, EDF, Schneider Electric, Eneria, Vicat, l'Union des Ports de France e il CEREMA.

Questa ricerca esplora le sfide che attendono i porti entro il 2070: innalzamento del livello del mare, scarsità d'acqua dolce, intensificazione delle tempeste, caldo estremo e mutamento dei modelli economici. Di fronte a queste sfide, lo studio individua opportunità legate al mercato dell'acqua. I porti possono diventare produttori di energia e svolgere un ruolo chiave nell'economia rigenerativa e nella società di domani, trasformandosi in veri e propri luoghi di vita alle porte della città.
Si delineano tre scenari prospettici: il porto «isola», autonomo e sommergibile che integra una dimensione turistica, il porto «ostrica», resiliente e ispirato al vivente, protetto da dighe, e il porto «polimorfo», galleggiante e multifunzionale, costruito a partire da navi a fine vita. Grazie alle sue dimensioni e alla sua agilità, Toulon può sperimentare questi percorsi e svolgere un ruolo pionieristico nella loro attuazione. «I limiti planetari non sono una fatalità, sono un appello all'immaginazione collettiva.
Toulon deve essere un luogo in cui si inventano soluzioni inedite, in cui l'economia si mette al servizio della vita e in cui il mare torna a essere una promessa per il futuro», ha concluso Christine Rosso.

Foto Philippe OLIVIER.