Prima immersione riuscita di una carcassa di capodoglio al largo della Corse
Dal 18 al 20 luglio, un'operazione si è svolta al largo di Calvi, nel Sanctuaire Pelagos con la prima attuazione riuscita del protocollo Immercet.
Questo dispositivo permette l'immersione delle carcasse di grandi cetacei, che costituiscono una minaccia per la navigazione. Un'alternativa ecologica ai metodi tradizionali, che apre nuove prospettive scientifiche. Il Sanctuaire Pelagos, nato da un accordo internazionale concluso nel 1999 tra la France, l'Italie e la Principauté de Monaco, entrato in vigore nel 2002, ha l'obiettivo di proteggere i mammiferi marini di Méditerranée e i loro habitat di fronte alle pressioni umane. Quando i grandi mammiferi marini muoiono in Méditerranée, essenzialmente le balenottere comuni e i capodogli, le loro carcasse alla deriva possono rappresentare un pericolo importante per il traffico marittimo. Fino ad ora, due metodi erano impiegati per gestirle: lo smaltimento, spesso lungo e complesso da attuare e che può generare rischi sanitari, o il trattamento con esplosivi al largo, che può essere una fonte di disturbi acustici per la fauna sottomarina. Al fine di proporre un'alternativa più sicura e rispettosa dell'ambiente, il dispositivo Immercet è stato concepito nel 2016, basandosi su una metodologia sviluppata su Hawaii, dal Groupement d'intérêt scientifique pour les mammifères marins de Méditerranée (GIS3M, oggi MIRACETI), in collaborazione con il Parc national de Port-Cros, nell'ambito della sua missione di animazione francese del Sanctuaire Pelagos, e la Préfecture maritime de la Méditerranée. Questo metodo consiste nel rimorchiare le carcasse di grandi cetacei verso zone marittime a grande profondità, dove vengono poi zavorrate e immerse. Consente così di evitare il loro spiaggiamento sulle coste, restituendo al contempo un'oasi di vita alle comunità dei fondali marini ancora poco conosciute. •