27/07/2026

François de Canson: “Il peso del silenzio sulle vostre spalle di 17 anni”

Il 21 gennaio, François de Canson, vice-président de la Région, si è recato ad Auschwitz-Birkenau, accompagnato da studenti della regione.

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 9 febbraio 2026 Lettura: 2 min
François de Canson : “Le poids du silence sur vos épaules de 17 ans”
François de Canson : “Le poids du silence sur vos épaules de 17 ans”© La Gazette du Var
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Ogni anno, la Région Sud organizza un viaggio di studio ad Auschwitz-Birkenau con gli studenti delle scuole superiori di Provence-Alpes- Côte d'Azur, nell'ambito della sua politica “Mémoire et Citoyenneté”. Per l'anno 2025-2026, sono stati selezionati 10 istituti, di cui 5 dell'Académie de Nice. Questa iniziativa è oggetto di una convenzione triennale con il Mémorial de la Shoah, sostenuta da un finanziamento regionale annuale di 127 000 €, che consente ogni anno a oltre 350 studenti e membri del Parlement Régional de la Jeunesse di parteciparvi. Per questi studenti, il viaggio in Pologne ha trasformato una lezione di storia in una responsabilità da portare, come ha raccontato François de Canson: “Sono partiti nel cuore dell'inverno, nel freddo pungente della Pologne. Studenti delle superiori, taccuino e penna in mano, come per una normale gita scolastica. Ma nel silenzio dell'aereo che li portava a Cracovie, aleggiava una tensione. Nelle loro menti, immagini in bianco e nero, date e nomi imparati in classe. Auschwitz. Una parola, un concetto, una pagina oscura dei loro manuali. Ci avrebbero messo piede, e nulla avrebbe potuto prepararli allo shock del reale”.

PORTALE DELL'INFERNO

François de Canson : “Le poids du silence sur vos épaules de 17 ans”

Il vice-président della Région aggiunge: “Il primo contatto è un soffio glaciale. Non solo quello del meteo, ma quello della Storia. L'autobus parcheggia, le portiere si aprono su un silenzio che le risate degli adolescenti non osano più spezzare. Davanti a loro, la tristemente nota iscrizione: «Arbeit Macht Frei». Il portale di Auschwitz I. All'improvviso, la lezione di storia non è più un'astrazione. I muri di mattoni rossi, il filo spinato che disegna linee crudeli nel cielo grigio... tutto è lì. Léa, studentessa dell'ultimo anno a Toulon, stringe il braccio della sua amica. «È... reale. Non so perché, ma nella mia testa era come un film. Lì, è proprio davanti a noi». La visita inizia, i passi sono lenti, quasi raccolti, sulla terra che così tanti altri hanno calpestato per l'ultima volta. Blocco dopo blocco, l'orrore prende forma. Dietro le vetrine, montagne di valigie, scarpe di bambini, occhiali, capelli... Intere vite ridotte a oggetti. Un milione e mezzo di persone. La cifra, sentita così spesso, esplode in una miriade di destini infranti. Ogni scarpa consumata, ogni valigia su cui è ancora leggibile un nome racconta una storia. L'anonimato della statistica svanisce per lasciare spazio ai volti. L'emozione travolge. Lacrime scorrono in silenzio sulle guance di giovani che, fino a poche ore prima, si preoccupavano per i prossimi esami. La guida si ferma, la sua voce è pacata, ma le sue parole pesano una tonnellata.”

ABISSO A CIELO APERTO

François de Canson : “Le poids du silence sur vos épaules de 17 ans”

Puis vient Birkenau. Le changement d'échelle est un coup de poing. Une plaine immense, glaciale, balayée par le vent. La voie ferrée s'enfonce jusqu'au cœur du camp, jusqu'aux ruines des chambres à gaz et des crématoires dynamités par les nazis dans leur fuite. “C'est ici que l'industrie de la mort a atteint son paroxysme. En se tenant sur la rampe de sélection, là où le destin de centaines de milliers de familles s’est joué en quelques secondes, le vertige prend. L'esprit ne peut concevoir l'immensité de la haine organisée. Le poids de ce lieu s’abat sur les épaules de ces jeunes de 17 ans. Ce n'est plus de la tristesse, c'est une prise de conscience écrasante”, a rappelé François de Canson. Dans l'avion du retour, l'ambiance a changé. Le silence n'est plus de l'appréhension, il est habité. Chargé de ce qu'ils ont vu, de ce qu'ils ont ressenti. Ils ne sont plus seulement des élèves. Enfin, l'élu de la Région a insisté : “Ils sont devenus des témoins. Non responsables du passé, mais responsables de l'avenir. Le « Plus jamais ça » n’est plus un simple slogan. C’est une promesse murmurée dans le froid polonais, une dette morale qu'ils porteront en eux. Une leçon que ni les livres ni les films n'auraient pu leur enseigner, gravée à jamais par le silence d'Auschwitz”.

François de Canson : “Le poids du silence sur vos épaules de 17 ans”

Foto Région Sud.