Un patrimonio privato al centro di un braccio di ferro pubblico
A Port Grimaud, dietro l'immagine di una tranquilla città lacustre, si consuma uno scontro istituzionale che si è inasprito nel corso dei mesi.

Le Associations Syndicales Libres (ASL) hanno avviato diverse procedure contro il comune di Grimaud. In causa: il riscatto delle concessioni portuali, la proprietà di alcuni beni, la gestione dello specchio d'acqua e un vasto progetto di investimento comunale. Per Philippe de Saint Rapt, presidente di Port Grimaud, la posta in gioco è chiara: «Nous défendons simplement ce qui appartient aux propriétaires et l'esprit même de Port Grimaud».

UN PRIMO CONTENZIOSO FINANZIARIO DA 1,7 MILIONI DI € La prima controversia riguarda il pagamento dei beni di ritorno legati al riscatto delle concessioni del porto turistico. Le infrastrutture oggi utilizzate dal comune sono state finanziate dalle ASL, ma il valore di riscatto non è ancora stato liquidato. Per Port Grimaud I, la somma raggiunge «1,7 milioni di €».
Secondo Philippe de Saint Rapt, il comune «ne produit pas ses écritures au tribunal» e tarda a far lavorare i propri periti con quelli delle ASL. Un'inerzia percepita come una reale mancanza di volontà di risolvere la controversia se non davanti alla giustizia.
TENTATIVI DI APPROPRIAZIONE CONTESTATI Secondo fronte. La Municipalité rivendica la proprietà di diversi beni appartenenti alle ASL: strade, parcheggi, edifici, lotti. Queste rivendicazioni sono contestate, poiché «toute aliénation du patrimoine de l'association ne peut se faire qu'avec l'assentiment de l'assemblée générale».
Per i proprietari si tratta di un tentativo di appropriazione ingiustificato, tanto più che questi beni sono stati finanziati e mantenuti da loro fin dall'origine.
LO STATUTO DELLO SPECCHIO D'ACQUA, UNA POSTA IN GIOCO DETERMINANTE La terza controversia riguarda la demanialità dello specchio d'acqua. Il comune desidera integrare alcune zone nel demanio pubblico marittimo artificiale. Le ASL ricordano che questo specchio d'acqua è una «partie Ogni proprietario paga d'altronde «une taxe foncière et une taxe d'habitation sur la partie du plan d'eau» di cui beneficia.
La questione supera il semplice perimetro giuridico: tocca la natura stessa di Port Grimaud, concepito come porto privato, non come porto turistico pubblico.
UN PROGETTO COMUNALE DA 110 MILIONI DI € CHE PREOCCUPA A questi contenziosi si aggiunge un progetto di investimento del comune stimato a «110 milioni di €», di cui «59 milioni sarebbero finanziati dai proprietari». Il piano prevede in particolare nuove dighe più alte, suscettibili di modificare l'estetica dell'imboccatura marittima e l'equilibrio idraulico del sito. Le ASL hanno già espresso parere sfavorevole durante la concertazione del 2025.
I residenti temono una profonda trasformazione della città lacustre, iscritta al Patrimoine du XXème siècle e insignita del marchio Architecture Contemporaine Remarquable nel 2018. Temono inoltre una logica finanziaria in cui Port Grimaud diventerebbe una fonte di reddito per la collettività, senza un reale beneficio per i suoi abitanti.
UN EPISODIO RIVELATORE DI UN CLIMAT DE DÉFIANCE Il clima tra le ASL di Port Grimaud e il comune si è nettamente degradato la scorsa estate, quando un incidente molto concreto è giunto a cristallizzare le tensioni. Su uno dei lotti appartenenti all'Association Syndicale des Propriétaires (ASP), la municipalità ha installato una struttura destinata ad accogliere il pubblico, senza alcuna autorizzazione preventiva. Secondo gli elementi del documento, «l'ASP a été contrainte de porter plainte contre la commune qui avait construit sur une de ses parcelles une installation non autorisée».
Questo intervento unilaterale è stato vissuto come un'intrusione nella gestione di un patrimonio privato, finanziato e mantenuto dai proprietari fin dall'origine della città lacustre.
UNA RELAZIONE CHE SI DEGRADA I proprietari denunciano una visione caricaturale da parte della municipalità, che li considererebbe come «une bande de nantis» capaci di assorbire qualsiasi spesa. Ricordano tuttavia di non aver mai rifiutato di contribuire al funzionamento del porto, a condizione che gli importi siano giustificati. «Les résidents sont d'accord pour payer 500€ annuels, mais pas pour faire un chèque de 40 000€ tout de suite, puis 2 000€ par an pour un service que l'on n'a pas».
PRESERVARE LO SPIRITO DI UN SITO UNICO Al di là delle procedure, è l'identità stessa di Port Grimaud a essere in gioco. I proprietari difendono un modello basato sulle barche piccole, la navigazione dolce, i canali stretti e un accesso pubblico controllato. Desiderano che il comune riconosca la specificità del sito e «rétrocède une partie des recettes fiscales liées au tourisme à l'ASL pour financer l'accueil des visiteurs».
Chiedono inoltre che la régie portuaire e l'État assumano la loro quota di spese, in quanto lottizzanti, cosa che per il momento rifiutano.
Per Philippe de Saint Rapt, la posta in gioco è semplice: «Port Grimaud doit rester un village lacustre privé, ouvert mais protégé. Ce n'est pas un port public, et ce n'est pas un produit touristique à remodeler».
Interviste raccolte da Pierre BEGLIOMINI.