Solenne omaggio alle vittime del massacro di Oran del 5 luglio 1962
64 anni dopo il dramma, una cerimonia ha reso omaggio alle centinaia di vittime del 5 luglio 1962 a Oran.

In questa domenica 5 luglio, il comune ha commemorato il 64º anniversario del massacro di Oran. Questo evento, avvenuto il 5 luglio 1962, rimane una delle tragedie più oscure e dolorose della fine della presenza francese in Algérie.
La cerimonia ha riunito le famiglie delle vittime, associazioni e cittadini venuti a onorare la memoria di coloro che sono periti in circostanze di una violenza inaudita.
Si è tenuta in presenza di Stéphane Rambaud, deputato della 3ª circoscrizione del Var, e di Hervé Stassinos, sindaco di Le Pradet e consigliere regionale.
Un dramma a lungo rimasto nell'ombra
Sessantaquattro anni fa, giorno per giorno, mentre gli accordi di Évian facevano sperare in un ritorno alla pace dopo anni di conflitto, la città di Oran piombava nell'orrore. Centinaia di uomini, donne e bambini, in gran parte europei, furono rapiti, torturati e massacrati. Molte vittime furono dichiarate scomparse, lasciando alle loro famiglie solo il peso di un'attesa insostenibile e di un lutto impossibile.
Per decenni, questa tragedia ha sofferto di un riconoscimento insufficiente nella memoria nazionale, lasciando i sopravvissuti e le famiglie delle vittime in un sentimento di abbandono.
«L’hommage rendu vise à réparer cet oubli et à réaffirmer qu'aucune nation ne peut construire un avenir solide en oubliant ses morts ou en détournant le regard de son histoire», ha ricordato Stéphane Rambaud.
Atto di giustizia
Più che un semplice ricordo, questa giornata voleva essere un atto di giustizia verso coloro che hanno sofferto. I partecipanti hanno sottolineato l'importanza di questo raduno affinché la verità storica sia trasmessa alle nuove generazioni.
«Se souvenir n’a pas pour but d’entretenir les rancœurs ou les divisions du passé, mais de reconnaître les faits, transmettre l’histoire et faire vivre la vérité contre l’oubli. Cet impératif de mémoire s’inscrit dans une démarche de respect et de fidélité envers toutes les victimes, dont le souvenir appartient désormais pleinement à l’histoire de France».
Oltre alle vittime del massacro, la cerimonia ha reso omaggio a tutti i francesi d'Algérie. Ha evocato il dolore dell'esilio, la prova dello strappo da una terra natale e il trauma dello sradicamento che ha segnato centinaia di migliaia di famiglie.
Un pensiero particolare è stato rivolto agli harkis e alle loro famiglie, il cui tragico destino costituisce «l’une des blessures les plus profondes de cette période». Il loro sacrificio e il loro abbandono rimangono una pagina oscura che il dovere di memoria deve illuminare.
In conclusione, è stato lanciato un appello alla vigilanza «face à toutes les formes de haine, de violence et de fanatisme», sottolineando che il ricordo delle tragedie passate deve servire da lezione per il presente e per il futuro. La cerimonia si è conclusa con queste parole: «Que les victimes du 5 juillet 1962 à Oran ne soient jamais oubliées».

Foto PRESSE AGENCE.