La Nuit du handicap ha celebrato la gastronomia
La prima Nuit du handicap del Var si è tenuta il 13 giugno a La Garde sul tema della gastronomia.

Il 13 giugno, la place de la République ha ospitato la prima edizione varoise della Nuit du handicap. Questo evento nazionale è stato declinato localmente su iniziativa del PARIH 83 (Pôle d’Appui et de Ressources pour l’Inclusion Handicap del Var), in collaborazione con la Ville de La Garde.
« La nostra ambizione è far evolvere lo sguardo sul handicap mettendo in luce i talenti e le competenze delle persone interessate », ha spiegato Cédric Chevallier, responsabile del PARIH 83 e promotore dell'evento.
Gastronomia
Per questa prima edizione, gli organizzatori hanno scelto un tema federatore: la gastronomia. Con il filo conduttore « Rompere le barriere attraverso il gusto », la serata ha invitato i partecipanti a riunirsi intorno alla tavola, uno spazio in cui le differenze sfumano a favore dello scambio, della convivialità e della scoperta.
Con questo approccio originale, l'evento ha riunito il pubblico, valorizzato le competenze professionali delle persone in situazione di disabilità e scardinato i pregiudizi. Un messaggio semplice ma essenziale: la competenza non ha disabilità.
Due chef di fama
Tra i momenti salienti della serata c'era l'incontro tra due chef di fama: Arnaud Tabarec, chef stellato della Guida Michelin, e Grégory Cuilleron, rivelato al grande pubblico durante la trasmissione Top Chef nel 2010.
Particolarmente sensibile ai progetti a dimensione umana, Arnaud Tabarec ha sostenuto questa iniziativa locale mettendo il proprio know-how al servizio della causa inclusiva.
Da parte sua, Grégory Cuilleron, nato con un'agenesia dell'avambraccio sinistro, incarna un percorso ispiratore. Figura riconosciuta della gastronomia francese, dimostra che la disabilità non costituisce un ostacolo al successo.
Un approccio partecipativo
Inoltre, la Nuit du handicap si è distinta per il suo approccio partecipativo. Le persone in situazione di disabilità non erano solo invitate a prendere parte alla festa: hanno contribuito alla sua organizzazione.
Mobilitate come volontarie al fianco di giovani in Service civique e di numerosi partner, hanno partecipato alla preparazione e al buon svolgimento della serata.
Un coinvolgimento che rompe con gli schemi tradizionali e dà pieno significato all'ambizione inclusiva portata avanti dall'evento.
Foto PRESSE AGENCE.