La Valette: la storia dei circoli, testimoni dell'evoluzione sociale
Una conferenza dell'Académie du Var ha ripercorso la storia dei circoli dei lavoratori di La Valette, riflesso dei cambiamenti della società.

Condotta da Jacques Le Vot, la conferenza dell’Académie du Var dedicata ai circoli dei lavoratori di La Valette ha riunito un pubblico attento, nella sala del Lavoir, a giugno.
L’obiettivo di questa presentazione, preparata con le Archives municipales, era di ripercorrere la storia di questi luoghi di socialità. Essi hanno plasmato i centri urbani e conservato la traccia delle evoluzioni urbane, sociologiche, professionali e relazionali.
Eredi delle camerate nate sotto la monarchia di Luglio, i circoli rappresentavano la controparte popolare dei club le cui quote d’iscrizione erano riservate alle élite.
Erano concepiti per consentire «l’incontro di uomini di buona compagnia, desiderosi di ritrovarsi, scambiare idee, intrattenersi grazie all'attualità, alle riviste, ai libri e ai giochi». Questi luoghi hanno così delineato la socialità in provincia e sono stati le casse di risonanza delle grandi evoluzioni del paese.
Le discussioni politiche o confessionali vi erano tuttavia sorvegliate. A riprova di ciò, quando i lavoratori del Var si sono sollevati contro Napoléon nel 1851, i circoli sono stati chiusi per decisione prefettizia.
Ideale repubblicano
Nonostante questa sorveglianza, i circoli sono fioriti a La Valette. Il più celebre di essi, il Cercle des travailleurs, esiste ancora oggi nell'attuale place Léopold-Maurel e fu acquistato nel 1912 grazie agli sforzi dei suoi membri.
Altri non hanno conosciuto questa posterità, in particolare quelli il cui nome di stampo cattolico lasciava ipotizzare una minore compatibilità con l’ideale repubblicano. È il caso dei Cercles Saint-Jean, Sainte-Madeleine, Saint-Joseph, Saint-Louis o Saint-Roch.
Un luogo d'incontro tra i mestieri
La storia dei circoli racconta anche il collegamento tra mestieri diversi, che non manca di ricordare le attuali associazioni di commercianti, come l’APCV.
Proprietari, coltivatori, vetturini, parrucchieri, cordai, cestai, fornai, muratori, pittori e falegnami vi si frequentavano, spesso per attività musicali. La Valette-du-Var, che ha contato fino a sei società orfeoniche, ha d'altronde perpetuato questa eredità con la creazione dell’Orchestre d’Harmonie de La Valette (OHV) nel 2019.
Un modello reinventato per il futuro
Qual è la situazione del Cercle des travailleurs nel 2026? Dopo una lenta erosione degli iscritti e mandati presidenziali molto lunghi, era necessario reinventare il modello.
Mme Brissy ha raccolto la sfida trasformando il locale in bar e spazio di coworking. Disegna così un ponte con i primi lavoratori che si riunivano tra queste mura, fin dal 1881.
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Articolo tratto dall'edizione cartacea di La Gazette du Var