01/11/2026
La gazettedu Var
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« La vera arma strategica è la fabbrica »

François de Canson ha perorato la sovranità industriale ai 5° Rencontres Stratégiques de la Méditerranée a Toulon.

FPDi Foto Philippe OLIVIERGiornalista 2 novembre 2026 Lettura: 3 min
« La véritable arme stratégique, c’est l’usine »
« La véritable arme stratégique, c’est l’usine »© La Gazette du Var
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È a Toulon, porto emblematico della potenza navale francese, che si è tenuta, il 7 ottobre, la 5ª edizione dei Rencontres Stratégiques de la Méditerranée. François de Canson, presidente della Région e sindaco di La Londe-les-Maures, ha inaugurato queste due giornate di dibattito. Era al fianco di Pascal Ausseur, Direttore Generale dell'Institut FMES (Fondation pour la Maîtrise des Enjeux Stratégiques), e di Xavier Pasco, Direttore della Fondation pour la Recherche Stratégique.

Di fronte a un mondo in pieno sconvolgimento, l'eletto regionale ha esortato a ripensare i fondamenti della potenza e della sovranità.

Un impegno regionale per la difesa

Partner storico della FMES dal 2017, la Région Sud ha rinnovato il suo impegno fino al 2026 con un contributo di 300 000 €, pari al 26% del finanziamento della fondazione. Questo sostegno mira a consolidare le attività di riflessione, formazione e accompagnamento dell'ecosistema di difesa regionale.

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La Région si avvale dell'esperienza della FMES per rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa (BITD) del territorio, un settore chiave per l'economia e l'autonomia strategica nazionale.

Ridefinire la potenza nell'era delle interdipendenze

Nel suo discorso, François de Canson ha insistito sul «cambio di epoca» che stiamo attraversando, in cui le crisi (geopolitiche, economiche, tecnologiche) sono ormai interconnesse. Ha invitato ad abbandonare «gli occhiali del mondo che se ne va» per cogliere le nuove realtà.

Per lui, la definizione stessa di potenza è evoluta. Non si misura più solo con la capacità di agire, ma soprattutto con l'assenza di dipendenze: «Essere potenti non significa più solo poter agire. Significa non dipendere da nessuno per poterlo fare. La potenza, in fondo, è la libertà di azione».

Questa libertà è oggi messa in discussione dalle vulnerabilità tecnologiche, dalle catene di approvvigionamento, dalle norme imposte da altri e dalle guerre informative.

L'industria, un imperativo strategico

Il presidente della Région ha posto l'accento sul forte ritorno dell'industria come imperativo strategico, un'idea che ritiene troppo a lungo trascurata: «Forse è fuori moda dirlo, ma la vera arma strategica è la fabbrica».

Ha ricordato che la potenza non si misura solo con la capacità di innovare, ma anche con quella di «fabbricare, riparare, produrre nel tempo». Prendendo l'esempio di Toulon, ha sottolineato che la forza navale francese si basa su una profondità industriale e su un know-how tramandato di generazione in generazione. «La sovranità ha le mani di chi sa ancora fare».

Dall'autonomia cognitiva alla pace civile

Oltre all'industria, il discorso ha affrontato la sovranità digitale, definita come «autonomia cognitiva», indispensabile per rimanere padroni del proprio giudizio di fronte agli algoritmi e alla disinformazione.

Anche la dimensione marittima, con i suoi stretti, porti e cavi sottomarini, è stata citata come una nuova carta della potenza.

Infine, François de Canson ha sottolineato l'importanza della trasmissione, accogliendo con favore la trasmissione in diretta dei dibattiti nei licei della regione per la prima volta: «La Francia deve rimanere un luogo in cui si possono comprendere i conflitti del mondo senza riprodurli. È un requisito di pace civile. I periodi di svolta storica richiedono non solo potenza, ma anche carattere».

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Foto Philippe OLIVIER.