27/07/2026
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TOULON: Monique BARBUT contro la formica elettrica, nuove armi testate nel Var

La ministra Monique Barbut ha assistito nel Var ai test di una nuova tecnica di spolveratura per combattere la formica elettrica.

LRDi La RedazioneGiornalista 22 maggio 2026 Lettura: 3 min
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La ministra Monique Barbut ha assistito nel Var ai test di una nuova tecnica di spolveratura per combattere la formica elettrica. La lotta contro la formica elettrica, specie esotica invasiva particolarmente aggressiva, ha segnato una nuova tappa questo venerdì 22 maggio 2026. Monique Barbut, ministre de la Transition écologique, de la Biodiversité et des Négociations sur le climat et la nature, si è recata nel Var per supervisionare i primi test di una tecnica di trattamento tramite spolveratura. Questo metodo, recentemente autorizzato da un decreto ministeriale, mira a eradicare in modo più efficace i focolai di questa specie che prolifera nel dipartimento dalla sua prima individuazione nel 2022.

Una piaga sanitaria, ecologica ed economica

Originaria dell'America centrale e meridionale, la formica elettrica (Wasmannia auropunctata) è classificata come specie esotica invasiva a livello europeo, imponendo un obbligo di intervento rapido. La sua presenza è tutt'altro che innocua. Dal punto di vista sanitario, le sue punture, sebbene generalmente non pericolose, sono ripetitive e molto dolorose, peggiorando notevolmente la qualità della vita degli abitanti nelle zone infestate. Anche l'impatto ambientale è grave. La formica elettrica tende a eliminare le specie di formiche locali, alterando profondamente la biodiversità. Favorisce inoltre lo sviluppo di afidi e cocciniglie, indebolendo la vegetazione e le colture. Infine, si temono conseguenze economiche. In territori già colonizzati come Chypre, la specie causa problemi tali all'agricoltura da determinare difficoltà nel reclutamento di manodopera agricola.

Tre focolai attivi individuati nel Var

Il dipartimento del Var è in prima linea di fronte a questa invasione. Il primo focolaio, definito storico, è stato individuato a Toulon nel 2022 a seguito di segnalazioni di punture risalenti al 2019. Oggi è stimato in circa quattro ettari. Un secondo focolaio è stato scoperto nel 2024 a La Croix-Valmer, coprendo quasi tre ettari. Più di recente, a marzo 2026, un terzo focolaio è stato rilevato a Cavalaire-sur-Mer. Le analisi genetiche hanno rivelato che il clone presente nel Var è identico a quello riscontrato a Chypre e in Israël, sollevando la question cruciale delle vie d'introduzione, probabilmente legate al trasporto di piante o terra.

Dalla sperimentazione a una lotta più intensiva

Un primo progetto di lotta operativo è stato avviato nel 2025 a Toulon, guidato dagli esperti universitari Luc Gomel e Olivier Blight, con FREDON PACA come operatore sul campo. Il protocollo iniziale, basato su distributori di esche, ha mostrato la sua efficacia nelle aree edificate ma anche i suoi limiti. Poiché la formica elettrica vive in piccole colonie poco mobili, molte «zone dimenticate» tra i distributori diventavano serbatoi che consentivano una ricolonizzazione. Di fronte a questa constatazione, è stata proposta la tecnica della spolveratura. Permettendo un'applicazione più omogenea del prodotto, mira a non lasciare scampo alle colonie residue. La sua autorizzazione in deroga ministeriale segna una svolta nella strategia di eradicazione.

Verso un arsenale di soluzioni complementari

Parallelamente a questo nuovo metodo, un secondo prodotto è stato autorizzato in via eccezionale. Presenta il vantaggio di utilizzare una molecola già omologata in agricoltura biologica, una strada promettente per le zone ecologicamente sensibili. Tuttavia, la sua reale efficacia sulla formica elettrica nelle condizioni climatiche locali resta da dimostrare. Test specifici sono quindi avviati quest'anno per valutarne l'attrattiva, l'efficacia e la durata. L'obiettivo non è sostituire il protocollo attuale, ma costituire nel tempo una gamma di soluzioni complementari, più facili da applicare a seconda dei contesti.

Una mobilitazione generale e finanziata

La strategia dello Stato si articola ormai su diversi assi. Si tratta innanzitutto di proseguire i trattamenti sul focolaio storico di Toulon con l'obiettivo di un'eradicazione totale. Successivamente, è imperativo agire rapidamente sui nuovi focolai di La Croix-Valmer e Cavalaire-sur-Mer. Ciò richiede una mappatura dettagliata delle zone infestate, uno stretto coordinamento con i proprietari interessati, massicce campagne di trattamento e misure di prevenzione per evitare la diffusione, in particolare attraverso la gestione dei rifiuti verdi. Per ottimizzare il monitoraggio e la reattività, è stata creata un'applicazione di segnalazione: Vigi-sud.fr. Questo sforzo bellico è sostenuto da un importante finanziamento dello Stato, che ad oggi ammonta a 440.000 euro.

Articolo redatto sulla base di un comunicato stampa inviato alla redazione