Un solenne omaggio ai "mille volti" della Libertà
La Garde ha commemorato la sua Liberazione con una solenne cerimonia in omaggio alla diversità dei combattenti del 1944.

Il 23 agosto, La Garde ha commemorato l'82° anniversario della sua Liberazione durante una cerimonia intrisa di emozione e solennità. Alla presenza di numerose personalità, tra cui il deputato Stéphane Rambaud e Jean-Louis Masson, presidente del Département e primo vicesindaco della città, l'evento ha messo in luce la pluralità degli attori che hanno partecipato allo Sbarco in Provence e alla riconquista del territorio nazionale.
Un cambio di prospettiva
Lungi da una semplice rievocazione storica, Hélène Arnaud-Bill, la prima cittadina, ha proposto un cambio di prospettiva, invitando l'uditorio a rivivere i giorni dell'agosto 1944 attraverso gli occhi di coloro che li hanno vissuti sul posto.
Per incarnare questo approccio intimo, ha rievocato la toccante testimonianza di Andrée Perrot, che aveva dodici anni il 15 agosto 1944. Il suo ricordo d'infanzia, quello di «paracadutisti che uscivano dal bosco», ha illustrato l'esperienza umana della Liberazione.
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Attraverso il suo sguardo, l'operazione militare sotto il nome in codice "Dragoon", che coinvolse più di 2.000 navi, è tornata ad essere una realtà tangibile e incerta. La sindaca ha così sottolineato il contrasto tra la conoscenza storica attuale e l'attesa angosciosa delle popolazioni dell'epoca, che ignoravano l'esito dei combattimenti e vivevano al ritmo delle esplosioni e dell'arrivo dei primi soldati alleati.
I "mille volti" della Liberazione
Il suo omaggio ha insistito sul mosaico umano rappresentato dallo sforzo di Liberazione. La libertà che arrivava in Provence aveva, secondo le parole del discorso, «mille volti». Quelli dei paracadutisti e commando americani, ma anche quelli dei partigiani del Var, usciti dalla clandestinità per prendere parte ai combattimenti.
Uno spazio preponderante è stato accordato alla diversità dell'Armée B del generale de Lattre de Tassigny, simbolo della Francia combattente ricostruita. Quest'armata comprendeva francesi liberi della prima ora, soldati della metropoli e un considerevole contingente proveniente dall'Impero: combattenti dell'Africa del Nord, tiratori scelti, spahis, goumier e soldati dei territori d'oltremare del Pacifico. Tutti uniti sotto la stessa bandiera per liberare la madrepatria.
La sindaca ha anche ribadito l'importanza dello Sbarco in Provence, spesso eclissato nella memoria collettiva da quello di Normandie. Il 15 agosto 1944 non fu solo un'operazione strategica decisiva per prendere l'occupante in una morsa; segnò soprattutto il ritorno in massa di un esercito francese sul proprio territorio. Questo evento ha conferito agli abitanti del Var una responsabilità particolare: quella di raccontare e far vivere questa pagina di storia.
Le Routes varoises de la Liberté
Da qui l'iniziativa delle "Routes varoises de la Liberté", sostenuta da Jean-Louis Masson. Questo progetto memoriale ha reso la storia visibile nel quotidiano degli abitanti e dei visitatori.
Tracciando il territorio con pietre miliari e pannelli esplicativi, le Routes varoises de la Liberté invitano a riscoprire i paesaggi locali — una strada, una spiaggia, una collina — come luoghi carichi di storia. Il percorso permette di seguire l'avanzata delle truppe, di localizzare i luoghi dei combattimenti, le azioni della Resistenza, ma anche di ricordare le sofferenze dei civili e l'immensa gioia della libertà ritrovata.
Si tratta di un dovere di trasmissione essenziale, affinché il ricordo dei sacrifici compiuti non sbiadisca e continui a ispirare le generazioni future, simboleggiate dai bambini presenti alla cerimonia. Perché la libertà, che allora aveva mille volti, è oggi un'eredità comune.







Foto PRESSE AGENCE.