Bertrand Carletti: «Il soffio del 15 agosto 1944 ci anima ancora»
L'82° anniversario dello Sbarco in Provenza è stato celebrato con un commovente omaggio ai soldati del 1944.

Il fervore e l'emozione erano palpabili il 15 agosto, giorno in cui la memoria degli eroi dello Sbarco in Provenza è stata onorata con solennità.
Attorno al sindaco, Bertrand Carletti, numerose personalità si sono riunite per commemorare questo giorno decisivo della storia, in cui i Commandos d’Afrique ricalpestarono il suolo nazionale.
Tra gli ospiti figuravano il prefetto del Var, Simon Babre, François de Canson, sindaco di La Londe-les-Maures e vicepresidente della Région Sud, i consiglieri dipartimentali Christian Simon e Nathalie Janet, oltre a François Arizzi, sindaco di Bormes-les-Mimosas.
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Rappresentanti dei corpi costituiti, associazioni patriottiche, portabandiera e reduci hanno unito la loro presenza a quella di una fitta folla per non dimenticare mai il sacrificio dei liberatori.
L'armada della liberazione
Il sindaco ha rievocato il ricordo di quell'alba del 15 agosto 1944, quando la più grande flotta da guerra del Mediterraneo si presentò davanti alla costa del Var: «2250 navi, 500 navi da guerra, 2000 aerei, 10 000 lanci paracadutati, 500 carri armati, 50 000 uomini per aprire la strada ad altri 280 000 entro fine settembre. Infine, 1161 cannoni di grosso calibro. Questa armada ha un solo obiettivo: distruggere tutto davanti a sé. Ed è quello che farà».
Ha aggiunto: «La campagna di Francia che inizia questo 15 agosto [...] sarà come un pugnale per il 3º Reich. Non vi sopravviverà. In poche ore, in pochi giorni, gli 80 000 soldati tedeschi vengono travolti. La vittoria vola di porto in porto. Saint Raphael, Sainte Maxime, Saint Tropez, Cavalaire, le Lavandou, Hyères, Toulon, La Ciotat, Marseille presto, vengono liberate», ha proseguito il primo cittadino.
La testimonianza di un eroe
La cerimonia ha anche messo in luce i racconti dei protagonisti di questa impresa, come quello di Pierre Velsch, ex membro dei Commandos d’Afrique e figura emblematica di Le Lavandou, scomparso alla vigilia dei suoi 100 anni.
Per decenni è stato il narratore di quella notte storica in cui la sua sezione scalò gli 80 metri della scogliera di Cap Nègre: «Il 13 agosto il colonnello Bouvet ci raduna annunciandoci che sbarcheremo sulle coste della Provenza nella notte tra il 14 e il 15 agosto. I primi, in testa al dispositivo alleato per stabilire una testa di ponte. La missione "Roméo Force" era lanciata per distruggere tre cannoni da 152 mm e le importanti difese che vi si trovavano. Tutto è calmo fino al momento in cui veniamo presi sotto il fuoco di una mitragliatrice e di armi automatiche. Il nemico, colto di sorpresa, sparò allora a caso, il che ci permise di superare la linea ferroviaria e la strada costiera dove si trovava in imboscata una parte dei commando che registrava già un centinaio di prigionieri. Gli 80 metri della scogliera di Cap Nègre furono raggiunti con il capitano Ducournau alle 0:30 del mattino del 15 agosto. Da lì, lo sbarco entra in Le Lavandou ed è accolto dall'abate Hélin (anch'egli un partigiano) e dall'altro lato raggiunge già Cavalaire...».
Questa ricostruzione dei fatti, portata dalla voce dei testimoni e degli storici, ancora il ricordo di questi soldati d'élite, tra i quali il comandante Bonin, Georges Bonnet, Jean Plancke o Robert Chiazzo, tutti guidati dal «senso del dovere, dallo spirito di sacrificio, dall'amore per la patria».
«E nel fremito dei pini, bisogna avere alcuni pensieri semplici: Sì, il soffio del 15 agosto 1944 ci anima ancora. Sì, amiamo il nostro paese. Non dimentichiamo nulla», ha concluso Bertrand Carletti.





Articolo tratto dall'edizione cartacea di La Gazette du Var