L'alleanza tra tradizione e rinnovamento viticolo nel cuore del Var
Nel suggestivo borgo medievale di Les Arcs-sur-Argens, lo Château Clarettes incarna la ricchezza storica e il rinnovamento viticolo del Var.

Ancorata a un terreno ricco di storia romana, nel corso degli anni la tenuta ha visto affiorare reperti archeologici che ricordano il suo ruolo di stazione di sosta per i viaggiatori sulla strada di Antea. In omaggio a questo passato, uno dei vini della tenuta porta il nome di Antea, a simboleggiare questo prezioso legame tra storia e terroir. «Sarebbe un peccato non valorizzare questo aspetto, fondamentale per l'identità della tenuta», confida Alix Faivre, responsabile commerciale.
Dall'acquisizione nel 2011 da parte di appassionati del mondo vitivinicolo, la tenuta ha beneficiato di numerosi investimenti. La loro ambizione: rivelare la qualità du terroir e far conoscere lo Château Clarettes a una clientela internazionale. Ristrutturando la bastide e modernizzando la cantina, i proprietari desiderano far brillare le loro cuvée oltre i confini del Var.

IMPEGNO ECOLOGICO Lo Château si distingue per i suoi 17 ettari di vigneti suddivisi in tre terroir dai suoli variegati. La pianura limo-argillosa ospita vitigni come il chardonnay e il sauvignon, meno tipici della regione ma ben adattati all'umidità del Réal, offrendo vini freschi. I pendii, più ciottolosi, producono vini fruttati e leggeri, mentre l'altopiano argillo-calcareo, che trattiene il calore, conferisce alle cuvée aromi profondi e rotondi.
Il vigneto, piantato prevalentemente a mourvèdre, vitigno tradizionale di Bandol, si distingue in questa parte della Provence. «I nostri proprietari scandinavi amano i vini di carattere e il mourvèdre, raro qui, si esprime magnificamente grazie alla salinità del terreno, eredità di un antico mare», aggiunge Alix.
L'impatto economico dello Château è innegabile. Grazie a un'infrastruttura moderna inaugurata nel 2016, la tenuta impiega un team locale e attira visitatori francesi e stranieri, contribuendo all'economia regionale. A livello internazionale, i vini sono esportati verso Stati Uniti, Finlandia, Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Svizzera e Australia, rafforzando la visibilità della Provence e privilegiando al contempo valori di prossimità e rispetto del terroir.



TRADIZIONE DI QUALITÀ Così, l'azienda pratica un'agricoltura integrata. Le pecore diserbano naturalmente le vigne due volte all'anno, mentre un cavallo da tiro aiuta a mantenere i giovani appezzamenti, limitando così l'uso di macchinari. La certificazione Haute Valeur Environnementale, ottenuta nel 2023, conferma questo impegno per una coltura rispettosa dell'ambiente.
Sposando tecniche ancestrali e innovazioni, la vinificazione include affinamenti in anfore e in uova di ceramica, preservando la purezza degli aromi. La cantina, progettata per la ricezione a gravità, limita il pompaggio e preserva l'autenticità dei vitigni. il nostro terroir pur evolvendo con i nostri tempi», precisa, ancora, Alix.
Per promuovere i suoi vini, la tenuta organizza un mercatino di Natale il 14 dicembre in cui sono presenti artigiani, animazioni e specialità locali. La sala ricevimenti, allestita nella vecchia cantina di vinificazione, diventa così il cuore dei festeggiamenti, attirando un pubblico sempre più numeroso. Coniugando rispetto del terroir e ambizione economica, lo Château si afferma come protagonista del rinnovamento viticolo del Var, unendo la tradizione provenzale a una visione moderna, sostenibile e aperta al mondo.
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