« Per i combattenti, il 19 marzo fu un sollievo »
Nel commemorare il 19 marzo, la direttrice di gabinetto del prefetto del Var ha letto il messaggio della sottosegretaria di Stato Patricia Mirallès.

In effetti, tra le giornate nazionali che tengono viva la memoria dei conflitti contemporanei, il 19 marzo occupa un posto singolare. Come l'11 novembre, come l'8 maggio, segna la fine delle ostilità. Per le centinaia di migliaia di coscritti e volontari inviati sulle sponde meridionali del Mediterraneo, tra le montagne della Kabylie, nelle gole degli uadi, per coloro che vi si trovavano ancora, il 19 marzo fu innanzitutto un sollievo, la speranza che le pallottole avrebbero smesso di fischiare.
« Formavano la 3ª generazione del fuoco. I loro antenati, sotto le bandiere, avevano combattuto nel 14 come nel 40, rispondendo all'appello della Nazione comme fu chiesto a loro volta di fare, in una società che la natura e il senso di questa guerra dividevano profondamente », ha ricordato la direttrice di gabinetto.
Dopo il ritorno, dopo i sacrifici, dopo la morte dei compagni, le ferite ricevute o la morte inflitta, giunse per quelli del 54 e del 62 una nuova battaglia, quella del riconoscimento. Ciò che oggi è un'evidenza, ossia che avessero dei diritti su di noi, non lo era all'epoca (...)
», ha sottolineato la direttrice di gabinetto.





Foto Philippe OLIVIER.