Un omaggio ai liberatori della Provence
In occasione dell'81° anniversario del Débarquement de Provence, le cerimonie di Le Lavandou e Bormes-les-Mimosas hanno reso omaggio ai Commandos.

Il 15 e 17 agosto 1944 sono due date impresse nella memoria e ricordano l'impegno di questi uomini d'élite che hanno segnato la storia della nostra libertà, 81 anni fa.
Il 15 agosto a Le Lavandou, Gil Bernardi ha fatto rivivere questi eroi: «Certo che ci mancano – terribilmente. E ancora di più in questi momenti di commemorazione e raccoglimento. Questi uomini affascinanti, di semplicità, fragilità e ironia, di gentilezza e a volte di rabbia, insomma, degli uomini.
Questi soldati di coraggio e leggenda. Uomini, veri! Soldati d'élite, liberatori. Grandi uomini, insomma.
Tutti coloro che abbiamo avuto l'onore e il privilegio di frequentare, nel corso di questi 15 agosto con il cuore in mano, nel corso del tempo; come tutti quei combattenti di cui abbiamo snocciolato i nomi gloriosi, fino a sentire di averli conosciuti e ammirati. E le cui immense stature non possiamo, non vogliamo vedere sminuite nel corso degli anni, o sbiadite dalle ingiurie e dalle debolezze del tempo. Dimenticati.

Fanno parte delle nostre vite. Sopravvivono in noi. Nulla potrà opporvisi – tanto la loro storia è legata alla nostra e i loro nomi hanno messo radici in questa terra liberata dall'occupante» (...)
VIGILANZA Il 17 agosto a Bormes-les-Mimosas, le commemorazioni continuavano alla presenza di Emmanuel Macron, presidente della Repubblica, di sua moglie Brigitte, di Sébastien Lecornu, ministre des Armées, di Simon Babre, préfet du Var, e di numerosi rappresentanti eletti e personalità. Senza dimenticare la grande famiglia borméenne che ha reso, ugualmente, un omaggio a tutti i combattenti della liberazione della Provence e, in particolare, all'azione dei Commandos d'Afrique.
EMMANUEL MACRON: Così, François Arizzi ha ricordato il percorso dei Commandos d'Afrique che hanno scacciato l'invasore dalla vita che era allora quella dei Borméens: «Chi potrebbe immaginare, vedendo il nostro così bel villaggio, che nel 1944 offrisse un volto completamente diverso? Quando ci si volge verso il Grand Hôtel Eden Rose qui domina il villaggio, vediamo un luogo di villeggiatura di lusso. Sembra difficile, osservandolo, immaginare che nel 1944 vi fosse insediata la Kommandantur, con la bandiera nazista, la tristemente nota croce uncinata, che sventolava sul suo frontone.
Quando un po' più in alto contempliamo la Chapelle Notre Dame de Constance e il suo panorama unico, è difficile immaginare che nel 1944 questo spazio fosse occupato dalle truppe tedesche e dai loro ausiliari armeni.
Con gli anni, il ricordo di tutte le atrocità, di tutti gli orrori che hanno segnato questo conflitto si dissolve nella nostra memoria collective. Tuttavia, dobbiamo rimanere molto vigili. Abbiamo vissuto 80 anni senza guerre sul nostro suolo, facciamo in modo che continui così», ha concluso il primo cittadino.

«LA GUERRA È ALLE NOSTRE PORTE» Emmanuel Macron, adattando la storia dello sbarco all'attualità, ha dichiarato: «Dobbiamo ricordarci di ciò que ha reso possibile la nostra libertà. Dobbiamo guardare in faccia il nostro destino. La guerra torna in Europa.
Non sonnecchiamo, se vogliamo essere liberi non dimentichiamo mai i sacrifici che ci sono dietro questa libertà».
Francine MARIE - Foto Sylvie PINTO e Morgane AUFFREY.