Karine REVEL: «L'impegno umano fa la differenza»
Intervista a Karine Revel, assistente amministrativa presso VINCI Autoroutes.

Nel quadro dell'ampliamento dell'A57 a Toulon, dietro l'effervescenza tecnica si celava un'organizzazione minuziosa e un forte impegno umano. Karine Revel ci consegna l'essenza del suo ruolo amministrativo e la dimensiona umana del suo percorso. In qualità di assistente amministrativa, quali ruoli ha svolto nel cuore del progetto?
Karine REVEL. La mia quotidianità consisteva nel gestire la posta in entrata e in uscita, redigere e seguire i contratti e gli ordini, e assicurare il controllo del budget, in collaborazione con la mia collega Isabelle. Eravamo il punto di convergenza di tutta la "burocrazia" amministrativa: dal disbrigo della comunicazione – stampa di volantini, diffusione di informazioni – alla centralizzazione sistematica di tutti i documenti.
Senza questo coordinamento, il cantiere non sarebbe mai progredito in modo fluido.

Mon quotidien consistait à gérer le courrier entrant et sortant, à rédiger et suivre les contrats et commandes, et à assurer le contrôle du budget, en collaboration avec ma collègue Isabelle. Nous étions le point de convergence de toute la “paperasse” administrative : de l’acquittement de la communication – impression de flyers, diffusion d’informations – à la centralisation systématique de tous les documents. Sans cette coordination, le chantier n’aurait jamais avancé de manière fluide.
Quali metodi utilizzava per gestire questa mole di documenti? KR. Un'organizzazione rigorosa era indispensabile.
Ogni documento veniva archiviato nel nostro server per cartella, il che consentiva una ricerca rapida in caso di richiesta urgente. Questa gerarchizzazione strutturata facilitava gli scambi con tutte le squadre operative e assicurava un perfetto coordinamento tra i diversi servizi.
Al di là dell'aspetto tecnico, come ha vissuto l'esperienza umana di questo cantiere? KR. Ciò che mi ha colpita è la vicinanza umana che si è sviluppata in questi 5 anni.
Lavorare nell'ombra non significa essere isolata; al contrario, ho scoperto forti legami con i miei colleghi. Ci sostenevamo a vicenda in un'atmosfera che favoriva lo scambio. Ogni volta che veniva richiesto un documento, il sentimento di essere utile e riconosciuta era palpabile.
Ho guadagnato in apertura verso gli altri, ben al di là delle mansioni amministrative.
Lo stress e il carico di lavoro erano significativi, e come li gestiva? KR. Ci sono stati periodi di intensa attività con una quantità colossale di pratiche da gestire, ma non mi considero una persona naturalmente stressata.
Per mantenere un equilibrio pratico lo yoga e gli esercizi di respirazione. Prendere le distanze prima di agire e analizzare con calma ogni situazione mi ha aiutata a trasformare lo stress in energia positiva. Questi metodi mi hanno permesso di essere efficiente pur mantenendo un atteggiamento sereno e umano, sia in ufficio che fuori.
Quale insegnamento trae da questa esperienza? KR. Professionalmente, questo cantiere mi ha insegnato che un'organizzazione rigorosa e una comunicazione fluida sono indispensabili per gestire un progetto di tale portata.
Ma umanamente sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla solidarietà che regna nelle nostre squadre. Questo cantiere mi ha permesso di acquisire una visione del lavoro più collaborativa, con legami sinceri che superano l'ambito strettamente professionale. Oggi mi sento più realizzata e convinta che, nella complessità di un grande progetto, l'elemento umano rimanga il pilastro di ogni successo.
Intervista a cura di Pierre BEGLIOMINI Foto VINCI Autoroutes.