I ricordi indimenticabili degli ex alunni della scuola
Su iniziativa de La Gazette du Var, ex insegnanti e alunni hanno condiviso i ricordi del loro passaggio nella scuola media della città.

La scuola media, ex CEG (Collège d'Enseignement Général), ha segnato molte generazioni con il suo impegno verso l'istruzione e la sua comunità.
Élie Di Russo, insegnante di francese e storia e geografia alla scuola media (dal 1970 al 1982), poi vicepreside al collège Voltaire di Toulon, ricorda questo periodo difficile: «A quell'epoca, l'istituto era minacciato di chiusura. Abbiamo difeso la scuola con fervore e accanimento. Eravamo più che amici, eravamo membri di una stessa famiglia in missione per il servizio pubblico dell'istruzione.
Abbiamo avuto un aiuto prezioso da parte dei genitori degli alunni e di Yolande Calcavino, presidente della federazione dei genitori degli alunni (FCPE), l'unica associazione all'epoca.

Alcuni genitori preferivano mandare i propri figli in altri istituti, mettendo a rischio il futuro della scuola. Con l'aiuto del comune e dei genitori degli alunni, abbiamo lottato per mantenere la nostra scuola di prossimità, essenziale per i Londais e le Londaise».
ECCELLENTI CONTATTI Marc Brunet, ex insegnante di francese e storia e geografia, che è entrato nella scuola dal 1974 al 2013, evoca il suo percorso atipico: «All'inizio ero insegnante di francese, poi sono stato nominato insegnante di spagnolo in modo un po' 'dittatoriale' dal preside». La signora Polenzani, insegnante arrivata nel 1972, ricorda i suoi inizi: «Avevo 21 anni e alunni di 17 anni. Ho insegnato ogni genere di materia, dall'italiano al cucito.
Eravamo obbligati ad adattarci, perché non c'erano nuovi insegnanti per ogni materia».
Ricorda anche le «ore all'aria aperta» trascorse nel giardino degli ulivi. Questa ex insegnante aggiunge: «Proveniamo da una categoria di insegnanti che non esiste più, vale a dire che abbiamo studiato in una École Normale e poi nel centro di formazione dei PEGC (Professeur d'Enseignement Général des Collèges), lo Stato ci finanziava gli studi in cambio dei quali firmavamo un contratto di 10 anni di buoni e leali servizi nell'Éducation Nationale». Il signor
Schmitt, ex insegnante di inglese, ha debuttato nel 1978 dopo aver lasciato l'esercito: «All'epoca eravamo tutti una specie in via di estinzione. Ho dovuto imparare a insegnare lo spagnolo quasi dall'oggi al domani. Ricordo il mio primo colloquio con il mio direttore dell'epoca e, quel giorno, mi chiese cosa vendessi.
Gli risposi che vendevo inglese e francese. Il mio direttore ribatté che non era molto interessato e qu'il cercava lo spagnolo! Ho quindi imparato a insegnare lo spagnolo.
Studiavo le mie lezioni di spagnolo la sera a casa e insegnavo il giorno dopo. Trasmettevo quindi più lo spagnolo che il francese. Del resto non l'ho mai insegnato.
In compenso, ho tenuto lezioni di sport, musica ed educazione tecnica e manuale». Nonostante le sfide, si rallegra degli ottimi contatti che ha mantenuto con i suoi ex alunni.
Pierre Minaïr, arrivato alla scuola media nel 1974, evoca anche i suoi ricordi: «Facevamo un po' di tutto, persino ginnastica. Quando facevamo i 60 metri, era in un sentiero ai margini delle vigne. Rimangono ricordi indimenticabili».
Tra gli alunni, Jonathan, che ha trascorso sei anni alla scuola media, testimonia: «Erano ottimi professori, non volevo più andarmene», o ancora Anne Jacquemin, ex alunna, ricorda un'atmosfera calorosa: «All'epoca non c'era il trasporto scolastico, quindi erano i miei insegnanti ad accompagnarmi a scuola. Abbiamo mantenuto i contatti grazie alle riunioni insegnanti-alunni che organizziamo regolarmente».
Il signor Barberis, alunno di una generazione precedente, testimonia l'impatto di questi insegnanti sulla sua vita e su quella della sua famiglia: «I miei figli hanno avuto questi professori, professori intorno al tavolo, e anche mia sorella. Abbiamo avuto rapporti privilegiati».
Insomma, la scuola media non si limita ai ricordi dell'insegnamento, ma incarna anche un'avventura umana in cui l'impegno dei professori e la passione degli alunni hanno plasmato una comunità unita. Gli insegnanti, che hanno scelto di rimanere nell'istituto, testimoniano un profondo attaccamento, affermando che se dovessero rifare questo percorso, lo rifarebbero senza esitazione.
E gli ex alunni ricordano con emozione questi anni formativi, che illustrano l'impatto duraturo che la scuola media ha avuto sulla loro vita.
Laurette PARAY - Foto DR.