27/07/2026

Pierre Béloni: «Un terzo album rumoreggia già sotto la superficie»

In piena creazione del suo terzo album, Pierre Béloni avanza con la precisione di un artigiano e l'occhio di un reporter.

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 20 aprile 2026 Lettura: 3 min
Pierre Béloni : « Un troisième album gronde déjà sous la surface »
Pierre Béloni : « Un troisième album gronde déjà sous la surface »© La Gazette du Var
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Il cantautore di Toulon modella un progetto che dovrebbe vedere la luce verso la metà dell'anno: un disco che scruta l'epoca, ne cattura le scosse e trasforma la realtà in materia sensibile.

Avanza senza correre, ma mai in disparte. Fa parte di quegli artisti che non cercano la luce: la riaccendono quando si spegne.

Cantautore di Toulon, ha segnato gli animi con «Toulon de mon enfance» (album C'est la vie, 2025). Per lui, una canzone si scolpisce come una pietra grezza: con il martello, con la pazienza, con quella precisione artigianale ereditata dai suoi anni di giornalismo.

Pierre Béloni : « Un troisième album gronde déjà sous la surface »

Il suo terzo album potrebbe intitolarsi Action – réaction o Réactions en chaîne. Nulla è stabilito, ma la direzione è chiara: «scuoterà, collegherà, risveglierà».

5 BRANI GIÀ SVELATI Sui dodici brani previsti, sette sono già composti. Cinque sono stati svelati sulle piattaforme, senza annunci, senza strategie. Un modo per sondare l'epoca come un reporter che pianta il suo microfono per strada. Questi cinque brani formano un blocco compatto, un mini-reportage musical sulla nostra quotidianità.

«Fracture du temps» apre le danze: un allarme freddo, un mondo che vacilla. «Liberté de presse» rende omaggio a coloro che sono stati messi a tacere. «Radios libres» riattiva lo spirito degli anni '80, quando si parlava fuori dagli schemi, fuori dalle regole, fuori dalla paura.

«Au début des 60» riattiva un'eredità sempre viva, quella che continua a modellare il nostro presente così come il nostro futuro. E «Le pouvoir d'achat s'enfuit», con il suo videoclip in stile boy band degli anni 2000, supera i 30.000 stream: un groove incalzante che racconta le acrobazie di fine mese e in cui ha già evidenziato, molto prima che esplodesse, l'impennata dei prezzi. Una lucidità che risuona oggi come un'intuizione visionaria.

Altri due brani sono in studio: «Addiction numérique» esplora l'influenza dei cellulari e dei social network e «Le destin des parents», una cronaca d'impatto sull'abbandono moderno, quei genitori un tempo accolti a casa dei figli, oggi, volontariamente, isolati in strutture specializzate. Paura, memoria, resistenza, divario generazionale, arte di arrangiarsi: scrive come si tiene un taccuino di campo: «Racconto quello che vedo. Le canzoni sono il mio modo di dare un senso alla vita».

UN ALBUM CHE SCUOTE Per lui, nulla è lasciato al caso. Ogni canzone è concepita come un progetto completo, un piccolo universo in cui musica, testo e immagine avanzano insieme: «Non separo mai la musica dal video. Una canzone è un mondo.

La vedo prima di ascoltarla». Questo approccio dà vita a un album che attraversa le epoche e i generi: rock metal, blues, colonne sonore, suoni degli anni '80, echi degli anni 2000.

Una tavolozza ampia, fiera, che gli permette di raccontare il reale sotto diverse angolazioni: «Ogni canzone deve trovare la sua forma. Rifiuto la facilità».

Il giornalista non ha mai messo via il suo taccuino. Il regista non ha mai spento la sua telecamera. Ex reporter e JRI, non ha mai lasciato il campo. Lo ha semplicemente trasformato.

Le sue canzoni sembrano scene colte sul vivo, momenti che ci si rifiuta di lasciare scomparire. Non drammatizza. Non semplifica. Osserva: «Il giornalismo mi ha insegnato a guardare prima di scrivere. Oggi ci aggiungo l'emozione».

Album dopo album, si delinea una solida coerenza: memoria, libertà, verità. Il suo lavoro unisce documentario, poesia e canzone, al confine tra testimonianza e arte visiva. Una firma identificabile, singolare, rivendicata: una canzone francese impegnata, plurale, nervosa, sensoriale, che assomiglia solo a se stessa e che non ha ancora finito di scuotere.

Come i suoi due album precedenti, questa terza opera esce in un doppio formato: una versione libretto cartaceo di 28 pagine accompagnata o meno dal CD audio, e una versione digitale disponibile sulle piattaforme.