27/07/2026

François de Canson: «Alla memoria delle vittime dobbiamo il rispetto»

A un anno dalle alluvioni mortali di Cavalière, François de Canson, presidente di Méditerranée Porte des Maures (MPM), ha reso omaggio alle vittime.

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 15 giugno 2026 Lettura: 3 min
François de Canson : « À la mémoire des victimes, nous devons le respect »
François de Canson : « À la mémoire des victimes, nous devons le respect »© La Gazette du Var
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RESILIENZA È una cicatrice ancora viva nella memoria collettiva di Lavandou. Il 20 maggio, a un anno esatto dalle alluvioni devastanti che hanno colpito il quartiere di Cavalière, si è tenuta una cerimonia di commemorazione alla presenza di numerosi eletti e abitanti. François de Canson, vicepresidente della Région Sud e presidente di MPM, ha tenuto un discorso toccante, unendo il ricordo della tragedia a un messaggio di speranza e determinazione per il futuro.

Il 20 maggio 2025, piogge alluvionali avevano trasformato questo luogo di villeggiatura in un torrente di fango, causando ingenti danni materiali e, soprattutto, la perdita di due vite umane.

Nel suo discorso, François de Canson ha voluto ricentrare l'evento sulla sua dimensione più tragica. «Una catastrofe naturale non è una questione di acqua, pietre, infrastrutture o milioni di euro. Una catastrofe naturale è prima di tutto una tragedia umana», ha ricordato con emozione.

Evocando le due vittime, ha insistito sull'«irreparabile», queste «due assenze che, un anno dopo, continuano a pesare gravemente sui cuori». Per lui, «dimenticare sarebbe un errore», ha ribadito, sottolineando il «peso dell'assenza, le domande senza risposta, il dolore silenzioso di chi resta».

François de Canson : « À la mémoire des victimes, nous devons le respect »

SOLIDARIETÀ Di fronte allo sconcerto delle prime ore, si è organizzata una mobilitazione instancabile. François de Canson ha reso un forte omaggio a questa «catena di solidarietà in cui ogni anello conta». Vigili del fuoco, forze di sicurezza, dipendenti pubblici di tutti i livelli, volontari e semplici vicini hanno unito le forze per far fronte all'emergenza.

Condividendo la sua esperienza personale di amministratore locale confrontato con una simile prova dodici anni fa, ha insistito su un principio essenziale: «In quei momenti, nessun sindaco deve essere solo. Una catastrofe si supera solo insieme. È questa la forza dei nostri territori».

Oltre l'emergenza, è giunto il momento della ricostruzione e della messa in sicurezza. La Communauté de communes Méditerranée Porte des Maures ha stanziato circa 1,3 milioni di euro per i lavori prioritari: rimozione dei detriti nei corsi d'acqua di Quicuile e di Hubac du Bleu, ripristino dei flussi, rafforzamento degli argini e demolizione di una soletta crollata vicino alla Villa Mauresque. In parallelo, la Région Sud, sotto l'impulso del suo presidente Renaud Muselier, ha mobilitato 400.000 euro tramite il Fonds régional d'adaptation au changement climatique.

In totale, sono stati quindi investiti quasi 1,7 milioni di euro per consentire a Cavalière di rimarginare le sue ferite. François de Canson ha elogiato la «capacità esemplare di rialzarsi» di questo luogo simbolo del turismo. Commercianti, ristoratori, albergatori, gestori di stabilimenti balneari e abitanti si sono rifiutati di cedere allo scoraggiamento per far rinascere Cavalière.

«Hanno rifiutato di arrendersi», ha affermato, elogiando la volontà di veder tornare «le famiglie, i sorrisi, i bambini sulla spiaggia». Per lui, questa resilienza è la chiave della ricostruzione.
François de Canson : « À la mémoire des victimes, nous devons le respect »
«La vittoria più bella contro una catastrofe non è solo riparare le opere. È ritrovare un'anima. È veder tornare la fiducia dove si era insediata la paura», ha dichiarato inoltre il sindaco di La Londe-les-Maures.

Infine, questo discorso è stato l'occasioni per guardare al futuro con lucidità. Ricordando che quasi l'80% dei comuni di Provence-Alpes-Côte d'Azur ha già subito una catastrofe naturale, François de Canson ha esortato a rifiutare la fatalità. «La nostra responsabilità è anticipare, prevenire, adattare e proteggere», ha insistito, menzionando gli studi idraulici avviati con i servizi dello Stato.

Ha concluso con una promesse fatta al territorio: «Alla memoria delle vittime dobbiamo il rispetto. A chi resta, dobbiamo l'azione. E a Cavalière dobbiamo questa promessa: continuare a proteggere questo territorio senza mai rinunciare a ciò che lo fa vivere».

Francine MARIE (testo e foto).