27/07/2026

Naval Group, un polo di eccellenza nelle tecnologie sottomarine

A 30 anni dalla chiusura dello storico silurificio di Les Bormettes, il leader della difesa navale fa rinascere il passato industriale locale.

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 15 giugno 2026 Lettura: 3 min
Naval Group, un pôle d'excellence en technologies sous-marines
Naval Group, un pôle d'excellence en technologies sous-marines© La Gazette du Var
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Insediandosi in questo sito emblematico del litorale, Naval Group si impegna in un progetto di respiro internazionale che coniuga sovranità militare, innovazione tecnologica e alte prestazioni ambientali. In un contesto geopolitico mondiale sempre più teso, il controllo dei fondali marini e lo sviluppo di sistemi autonomi sono priorità assolute per la Marine nationale. Il progetto di Bormettes si iscrive in questa tabella di marcia.

Tuttavia, l'integrazione di un simile complesso industriale sulla Côte d'Azur ha scatenato i soliti guastafeste! Di fronte alla Municipalità e agli attori economici che salutano una gradita e storica reindustrializzazione, due associazioni ecologiste locali « Les amis des Bormettes » e « France Nature Environnement 83 » si preoccupano dell'impatto ambientale del progetto.

Naval Group, un pôle d'excellence en technologies sous-marines

CENTRO DI ECCELLENZA MONDIALE Così, sono stati tentati ricorsi legali per sospendere i lavori in nome della tutela del litorale, ma la giustizia ha mantenuto la rotta del calendario del gruppo industriale, rimandando l'esame dei fascicoli nel merito. Naval Group deve quindi fare i conti con un'accresciuta vigilanza cittadina e ambientale, propria delle esigenze sociali della nostra epoca.

Tuttavia la sua ambizione è quella di progettare un centro di eccellenza mondiale dedicato ai droni, ai sistemi autonomi e alle armi sottomarine. Per riuscirci, l'azienda punta su una logica di raggruppamento e modernizzazione senza precedenti. Il sito di 17.000 m² centralizzerà team finora dispersi nel Var (Saint-Tropez dove è programmata la chiusura dello storico sito, Ollioules e Toulon-Lagoubran).

A termine, più de 550 collaboratori (ingegneri, tecnici e ricercatori) lavoreranno a Bormettes.

Grande punto di forza geografico, il litorale di La Londe ospiterà un centro per sistemi di combattimento di superficie (DCS) dotato di infrastrutture di prova per l'integrazione e la prototipazione rapida di droni marini e siluri di ultima generazione (come i F21 e MU90). Una svolta manageriale e industriale concepita dallo studio di architettura Patriarche, il complesso propone un concetto "Wow" (New Ways of Working). La disposizione interna mira a rompere i silos industriali per stimolare la creatività, la collaborazione e l'agilità di fronte a un'accresciuta concorrenza internazionale.

PRIME PALATE Il calendario operativo del progetto segue una traiettoria controllata per ridare vita all'area industriale dismessa di Bormettes. In primo luogo nel 2024 – 2025, è stato il tempo della preparazione e dell'istruttoria. Dopo la scelta dello studio di architettura nella primavera del 2024, il 2025 è stato segnato dallo svolgimento di un'inchiesta pubblica in estate, seguita dal deposito e dall'istruttoria del permesso di costruire.

Naval Group, un pôle d'excellence en technologies sous-marines

All'inizio del 2026, c'è stato il lancio del cantiere. I primi colpi di piccone e i lavori di movimento terra sono quindi iniziati. Successivamente, ci sarà la messa in funzione del sito industriale. La consegna dell'edificio operativo, la fine dei lavori e il trasferimento dei 550 dipendenti sono programmati per gli ultimi mesi del 2027.

Infine, Naval Group punta a una riduzione del 70% dell'impronta carbonica rispetto alle attività attuali. «Il progetto punta ai più alti standard ecologici, in particolare al marchio BiodiverCity (livello Performant) e alla certificazione NF HQE Excellent», conferma un dirigente dell'azienda globale. Così, il futuro campus integra tecniche bioclimatiche avanzate, pannelli fotovoltaici che coprono il 30% del fabbisogno energetico, la permeabilità del suolo per prevenire le inondazioni e il riutilizzo dei materiali (come la struttura metallica Eiffel della vecchia navata, riciclata in pergola per il ristorante).

Infine, il progetto prevede di raddoppiare il patrimonio arboreo del sito con la messa a dimora di 400 alberi di specie mediterranee adatte allo stress idrico.

Ricollegandosi al suo passato marittimo, La Londe-les-Maures non si limita a riqualificare un'area dismessa storica, ma si impone come uno dei futuri polmoni tecnologici della difesa navale francese e mondiale. • Sam FELLAH – Foto Philippe OLIVIER

Sam FELLAH – Foto Philippe OLIVIER.