
TOULON: Collegamento marittimo - La Métropole ribadisce la sua autorità e segnala inadempienze
In risposta alle prese di posizione della società TLV, la Métropole TPM chiarisce il quadro giuridico del collegamento con le îles d’Or e denuncia un debito.
In risposta alle prese di posizione della società TLV, la Métropole TPM chiarisce il quadro giuridico del collegamento con le îles d’Or e denuncia un debito. Sale la tensione tra la Métropole Toulon Provence Méditerranée (TPM) e la società TLV, attuale concessionaria del collegamento marittimo verso le îles d'Or. Di fronte alle recenti uscite mediatiche del trasportatore, l'istituzione presieduta da Jean-Pierre Giran ha voluto rimettere le cose in chiaro questo mercoledì 25 febbraio 2026. In un comunicato dal tono fermo, la collettività ricorda che, in qualità di autorità organizzatrice della mobilità (AOM), è l'unica garante del corretto funzionamento di questo servizio pubblico vitale per il territorio, nonché del corretto utilizzo del denaro pubblico.


Il collegamento, che unisce il continente alle isole di Porquerolles, di Port-Cros e del Levant, è organizzato senza interruzioni dal 1990, prima dal comune di Hyères e poi dalla Métropole. Questi contratti successivi hanno come scopo primario quello di garantire la continuità territoriale durante tutto l'anno, rispondendo alle esigenze degli isolani e degli attori economici, ben oltre i semplici picchi di affluenza turistica.
Un imperativo di concorrenza leale
Al centro di questo chiarimento si trova una question giuridica complessa ma cruciale per il futuro della linea: la proprietà della flotta. La Métropole ha infatti avviato un'istruttoria approfondita per determinare lo stato esatto delle navi operate. Questa iniziativa mira a stabilire se tutta o parte della flotta debba essere qualificata come «beni di ritorno», vale a dire spettanti di diritto alla collettività al termine del contratto.
Questa analisi non deriva da uno zelo amministrativo, ma da un obbligo di legge rafforzato da una decisione del Conseil d'État emessa il 17 luglio 2025 (giurisprudenza Société Jean Metz). Questa decisione ha esteso l'ambito di applicazione del regime dei beni di ritorno. Per TPM, la posta in gioco è alta: si tratta di garantire una «messa in concorrenza effettiva e trasparente» per l'attribution della futura delega di servizio pubblico (DSP). In chiaro, la qualificazione giuridica delle navi determinerà gli obblighi del futuro concessionario, e la Métropole rifiuta di falsare il gioco della concorrenza lasciando aleggiare un'incertezza sulla proprietà delle imbarcazioni, il cui finanziamento è, ricorda, «assicurato indirettamente dagli utenti attraverso il costo del biglietto».
Rinvio della scadenza e continuità del servizio
Di fronte a questa necessità di chiarimento giuridico, la procedura di rinnovo della DSP, qui era stata avviata, ha dovuto essere interrotta. La Métropole ha scelto la strada della sicurezza giuridica interrompendo il processo attuale per evitare qualsiasi vizio di procedura successivo.
Al fine di non penalizzare gli utenti e di garantire la continuità del servizio pubblico, la convenzione attuale, che doveva inizialmente concludersi il 31 marzo 2026, è stata prorogata di un anno. Il collegamento è quindi garantito alle stesse condizioni fino al 31 marzo 2027, lasciando all'amministrazione il tempo di risolvere la questione della proprietà delle navi. La Métropole si rammarica che questo processo di adeguamento al diritto abbia dato adito a interpretazioni che ritiene confuse.
Un contenzioso finanziario di 570 000 euro
Al di là degli aspetti tecnici della gara d'appalto, la Métropole TPM approfitta di questo chiarimento per rivelare un contenzioso finanziario che la oppone al suo concessionario. La collettività punta il dito contro comportamenti ritenuti «discutibili» da parte della società TLV.
Secondo la Métropole, il concessionario rifiuterebbe ostinatamente di versare una parte del canone previsto dal contratto, e questo, «nonostante i suoi risultati palesemente eccedentari». Il contratto che lega le due parti sarebbe tuttavia «assolutamente limpido su questo punto» secondo i servizi metropolitani. Il mancato guadagno per il contribuente del Var è stimato a 190 000 euro all'anno. Ad oggi, la somma totale richiesta ammonta a quasi 570 000 euro.
Questa controversia non è nuova, poiché il fascicolo è in corso di istruttoria dinanzi al Tribunal administratif, adito dalla stessa società TLV il 25 marzo 2024. In questo contesto teso, la Métropole ribadisce la sua totale mobilitazione per «garantire la sicurezza giuridica del servizio pubblico e la tutela degli interessi del contribuente».
Articolo redatto a partire da un comunicato stampa inviato alla redazione