27/07/2026

Azioni, subito e in fretta!

Gli eventi sono sempre più ricorrenti. La cosa più difficile è che i lavori di sistemazione sono sempre così complicati. Perché una...

RGDi Rédaction Gazette du VarGiornalista 5 dicembre 2024 Lettura: 5 min
Des actes, maintenant et vite » !
Des actes, maintenant et vite » !© La Gazette du Var
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50 morti o dispersi! Il bilancio delle alluvioni su un periodo di 9 anni (dal 2010 al 2019) è terribile. Giugno 2010. Le piene provocano 25 morti e dispersi nella zona di Draguignan e della bassa valle dell'Argens. Più di 3.000 pecore e oltre 100 cavalli vengono trascinati via dai torrenti. I danni delle alluvioni sono stimati a più di un miliardo di €. Novembre 2011. Il Var è nuovamente colpito dalle conseguenze di un episodio mediterraneo che provoca 4 vittime. Gennaio, settembre e novembre 2014. Una serie di alluvioni provoca 8 morti, di cui 5 a La Londe-les-Maures. Ottobre et novembre 2018. Nuove piene provocano 2 morti. 23 novembre e 1° dicembre 2019. Nove persone perdono la vita nel Var. Un bilancio che indigna Max Bauer, presidente della Coordination Rurale del Var e di Paca: «Mi unisco al dolore di tutte le popolazioni che subiscono gli eventi e le devastazioni mortali delle alluvioni. Con un pensiero particolare per il popolo spagnolo. A ogni visita sul campo si constata l'entità dei danni e le conseguenze drammatiche, accompagnate da belle dichiarazioni. Ma ecco, non si muove nulla o quasi nulla»!

CRONOLOGIA MACABRA

Des actes, maintenant et vite » !

Il presidente della CR del Var ricorda questa cronologia macabra: «Nel giugno 2010, gli eletti avevano gridato, con vera commozione, “Mai più una cosa del genere”! Il capo dello Stato Nicolas Sarkozy, in visita a Draguignan, aveva promesso che “tutto sarebbe stato fatto affinché una simile catastrofe non si ripetesse. Finché sarò presidente della Repubblica, nessuno costruirà in una zona riconosciuta come pericolosa. Il mio messaggio è chiaro e inequivocabile. Se la zona è pericolosa, in nome dello Stato, vieteremo le costruzioni. Sono decenni che si gioca con potenziali vittime non applicando il regolamento. Questo tempo è finito”. Il 24 novembre 2011, Bruno Le Maire, ministro dell'Agricoltura, dell'alimentazione, de la pesca, de la ruralità e de la pianificazione del territorio, ha ribadito la sua volontà di trovare soluzioni per far fronte all'emergenza ma anche per prevenire tali disastri in futuro. Si attendono ancora alcuni interventi di pianificazione del territorio. Nel febbraio 2014, Stéphane Le Foll, ministro dell'Agricoltura, era pronto a discutere con gli agricoltori della legge sull'acqua per allentare la manutenzione dei fossi e dei corsi d'acqua. Tale allentamento è indispensabile poiché essi sono i primi mezzi di deflusso delle acque durante le alluvioni. Gli agricoltori devono poter effettuare la manutenzione di fossi, corsi d'acqua e argini senza timori. Ad ogni evento climatico, ormai non si contano più! Dal 2010, la Chambre d’agriculture du Var attiva lo sportello unico dell'unità di crisi agricola (04 94 99 75 21). Questo permette di censire tutti gli agricoltori sinistrati, di accompagnarli e di difenderli. Ma ecco! Le catastrofi naturali sono sempre più frequenti e i conti si fanno più salati». Michel Barnier era nel Rhône il 25 ottobre per incontrare le vittime delle alluvioni! Ha annunciato l'aumento del fondo Barnier, da lui stesso creato nel 1995 quando era ministro dell'Ambiente (dal 1993 al 1995), di 75 milioni di € per portarlo a 300 milioni di € nel 2025. Forti reazioni degli assicuratori che chiedono oggi l'aumento dei fondi stanziati. Questo fondo Barnier è sufficiente? Il settore assicurativo ritiene di no e interpella lo Stato, in pieni dibattiti di bilancio.

HOLD-UP

«Fermiamo lo scippo al fondo Barnier», ha lanciato su franceinfo Florence Lustman, la presidente di France Assureurs. E Max Bauer si interroga: «Come si può quantificare anche l'aspetto psicologico delle alluvioni ripetute, con a volte la perdita di animali domestici e da allevamento? Abbiamo davvero riflettuto su queste conseguenze? E sulle perdite di mercato che le alluvioni generano? Anche tutti questi elementi indiretti e non misurabili devono essere presi in considerazione. Senza dimenticare il deprezzamento in caso di eventuale vendita e l'impossibilità di rilevare un'azienda agricola o di insediare dei giovani: vedremo comparire nuove terre incolte o l'abbandono dell'attività?» «Signor Primo Ministro, per tutti coloro che non assumono misure rapide e di buon senso per riparare, consolidare efficacemente le scarpate, calibrare i fossi, rimuovere gli ostacoli nei fiumi (alberi, rocce, sabbia...), e che preferiscono rallentare i lavori con procedure o ostacolarli, sappiano che hanno una quota di responsabilità nei rischi che fanno correre alla popolazione».

DUE PROPOSTE

«Sostengo con fermezza due proposte. Innanzitutto, che le persone “contrarie a tutto, per principio”, facenti parte o meno di associazioni, vengano censite nei comuni al fine di essere requisite per le operazioni di pulizia. Potranno così misurare la disperazione e l'angoscia di queste popolazioni colpite, derivanti da una mancata gestione controllata della natura», propone il sindacalista agricolo. Il responsabile agricolo del Var aggiunge: «Inoltre, per le associazioni (spesso del territorio) che praticano ostruzioni accertate e sistematiche a lavori talvolta sostenuti da enti (DREAL, OFB...), che queste non ricevano più donazioni esentasse o finanziamenti pubblici. Si prenda l'esempio dell'emendamento adottato all'Assemblée nationale che impedisce le donazioni alle associazioni animaliste condannate per azioni contro le aziende agricole. Signor Primo Ministro, oggi non mi aspetto da parte Sua formule o dichiarazioni che non saranno seguite da atti concreti, pragmatici, rapidi ed efficaci. Questi eventi gravi devono condurLa a prendere misure drastiche. C'è una vera rabbia sul campo, in settori ben identificati con popolazioni che sono in pericolo, così come le attività economiche, comprese quelle agricole». «I veri esperti sono gli agricoltori che vivono sul loro territorio da diverse generazioni. Basta con la riunionite acuta e con i numerosi studi costosissimi! Basta con le belle dichiarazioni! Azioni, subito! L'acqua scorre! Non ostacoliamola! Aiutiamola», conclude Max Bauer, presidente della Coordination Rurale del Var!»

Foto PRESSE AGENCE.